La stilista Bianca Maria Gervasio si racconta. La ripresa del settore moda dopo il lockdown

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Il mondo della moda e la crisi post coronavirus. Il parere dello stilista Biancamaria Gervasio (nella foto di Federica Santeusanio). Gli effetti del Covid 19 hanno impattato negativamente anche su un comparto che il mondo ci invidia, quello della moda. In merito alla crisi, all’attuale situazione e sulle possibili soluzioni per superare questo periodo nero dal punto di vista economico per un indotto che muove centinaia di migliaia di persone ne abbiamo parlato con la  designer  Biancamaria Gervasio, originaria di Molfetta, ma conosciuta in tutta Italia.

La stilista, vincitrice di numerosi concorsi e  premi, deve il suo strepitoso successo al suo innovativo concept stilistico in materia di arte che l’ ha fatta apprezzare da un numero sempre maggiore di critici ed addetti ai lavori.

Cosa è per Bianca Gervasio la moda?

La moda è lo strumento che ho per esprimere la mia creatività. Attraverso le linee di matita sul foglio bianco metto in atto una magia che parte dal cuore passa attraverso la mente e si esprime attraverso le mani con dei gesti naturali che accarezzano i tessuti e li modellano sui corpi. Immaginare dei colori da abbinare insieme studiare delle grafiche per stampe e ricami da un tocco di ricchezza per concludere in bellezza una evoluzione che si compie ad ogni collezione.

Da dove trai ispirazione per le tue creazioni?

Le ispirazioni arrivano da ciò che osservo quotidianamente intorno a me e dalle emozioni che provo. Traduco tutto in schizzi, disegni e poi in abiti semplici ma ricchi e carichi di pathos.

Raccontaci qualcosa del tuo brillante percorso professionale.

Ci sarebbero tantissimi episodi da raccontare, sicuramente uno di quelli che mi sono rimasti nel cuore è stato poter vestire Noemi a Sanremo, prima di tutto per aver vestito un’artista solare e grintosa e poi per aver potuto respirare l’aria adrenalinica di quei giorni fantastici.

In qualità di creativa impegnata su vari fronti come pensi possa  cambiare il mondo della moda e del design dopo la crisi seguita alla pandemia?

Purtroppo il Covid-19 ha impattato pesantemente sul comparto moda in quanto avendo avuto i negozi chiusi per due mesi, la merce non è stata acquistata, quindi, un’intera stagione è saltata, la stagione primaverile. Detto questo però si sta pensando ad un nuovo modo di fare moda per il futuro ed io sono molto in linea con questo futuro prossimo. L’idea è quella di non realizzare più tante collezioni all’anno come si è fatto fino a qualche mese fa ( collezione: cruise, main, commerciale, basic, show…) di non fare tante capsule collection ma di realizzare come si faceva una volta una collezione per stagione, quindi due collezioni l’anno: autunno/inverno e primavera/estate. Io addirittura andrei oltre e preferirei realizzare delle collezioni che definirei senza stagione, evergreen in modo da avere il tempo giusto per ricercare, studiare sviluppare e creare i capi della collezione che potranno essere anche capi che si ripeteranno negli anni cambiando solo le varianti colore, le grafiche o le vestibilità. Noi creativi dobbiamo uscire dal circolo vizioso del fast fashion perché non riusciamo a star dietro ai colossi tipo Zara noi creativi dobbiamo fare la differenza è creare Poesia, creare il bello da indossare e possiamo farlo solo pensando con i tempi giusti. Il Made in Italy è un marchio fantastico da preservare soprattutto alla luce di ciò che è accaduto dobbiamo stringerci assieme creativi, artigiani ed industriali per ripartire più forti di prima. Io ci credo molto e sono in prima linea affinché attraverso i miei progetti si possa tornare a dire qualcosa dai forti contenuti creativi e stilistici.

Hai un canone di donna a cui ispirarti?

Mi piacciono tutte le donne prevalentemente le donne semplici che amano vestire con linee pulite ed essenziali, ma ricce di colore, o accessori e piccoli dettagli iperfemminili che la rendono speciale per tutte le occasioni.

Ultimamente grande successo stanno riscuotendo gli accessori per capelli artigianali da te creati. Come sono fatti?

I gioielli per capelli Bianca Gervasio sono una novità assoluta. Sul mercato non vi è molta scelta su questo tipo di accessori soprattutto perché sono davvero artigianali e fatti con amore. Si ispirano allo stile Liberty quindi hanno linee sinuose, femminili e decorative. Hanno elementi floreali, animali e flessuosi ha creare delle vere e proprie preziose decorazioni per la testa. Ci sono pettinini, cerchietti, fermagli tutti in ottone con galvanica bronzo bianco oppure oro e sono arricchiti con pietre Swarovski, perle o elementi metallici. Sono molto felice perché molte spose e donne stanno scegliendo i miei fermagli che attualmente sono venduti da Mazzolari in San Babila a Milano ed a breve saranno venduti a Bari presso il rinomato Atelier Via della Spiga Milano da abbinare ai bellissimi abiti da sposa del famoso brand.

Cambierà il modo di proporre i capi in passerella e le collezioni dureranno di più?

Gli show, le sfilate, si vedrà come si modificheranno, c’è l’idea di renderle sempre più digitali e di viverle in modo più virtuale, d’altra parte il mondo sta cambiando radicalmente e non si può pensare che tutto resti come prima, le collezioni saranno due all’anno e si penserà al massimo a due sfilate l’anno. Come andrà noi creativi ci faremo trovare pronti con nuove idee e nuove proposte al passo con i tempi.

Come hai impiegato il tempo chiusa in casa? Hai scoperto o riscoperto nuovi hobby o hai designato alcuni capi  per una nuova collezione?

È stato un periodo ricco di emozioni: senso di oppressione e senso di libertà. Oppressione perché chiusi in casa e libertà perché costretti a non fare la solita vita di tutti i giorni. Nel mezzo di queste due sensazioni ho filtrato alcune cose che prima non avevo tempo di filtrare. Mi sono concentrata su cosa potesse essere il futuro e come meglio procedere per poter creare il mio futuro brand. Diciamo che non ho disegnato ma ho avuto il tempo di immaginare e schiarirmi le idee su come dovrò muovermi per costruire Bianca Gervasio, senza paura, più forti di prima.

Sappiamo che hai in mente anche un progetto relativo ad una capsule da te creata

Si è spero di potervi mostrare presto i frutti di questo progetto.

Cosa è per te l’eleganza?

L’eleganza per me è racchiusa in una frase che mi ha insegnato la Sig.ra Schön: “L’eleganza è un gioco di sottrazione se elimini il brutto rimane il bello”. Un equilibrio assoluto tra linee, forme, colori e decori.

Era necessario lasciare la Puglia ed approdare alla capitale della moda Milano?

Si, è stato necessario per poter vedere oltre l’orizzonte del mare, è stato necessario per andare al di là per poter comprendere, imparare e poi poter sempre tornare… come un’onda del mare che si allontana, si carica di tante cose e poi torna sempre sullo stesso scoglio bianco.

Cosa ti manca della tua terra di origine?

Mi mancano gli affetti, gli amici, il mare e la campagna. Mi mancano gli odori, in particolare l’odore del mare che quando sento dopo qualche mese mi da un brivido nello stomaco come fosse un primordiale ritorno alle origini.

Se volessi dare un suggerimento ai giovani che volessero intraprendere la tua strada…

Tanto coraggio, tanta forza, mai disperare, lavorare, lavorare, lavorare senza mai stancarsi, è un lavoro faticoso ma da tante soddisfazioni ve lo assicuro.

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