Le nozze ai tempi del covid19: indicazioni e direttive. La ripartenza

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Trionfa l’amore e si riprendono a celebrare le nozze civili e religiose anche se con qualche modifica e rispettando le nuove direttive. In tanti avevano programmato di unirsi in matrimonio, ma i mesi di lockdown hanno sospeso le loro vite costringendo le coppie a rimandare questo importante e atteso momento.

Bisogna naturalmente attenersi alle regole di sicurezza. L’indotto dell’industria dei matrimoni è allo stremo e il wedding ha subito uno stop di mesi, anche se ora una piccola luce si vede in fondo al tunnel. Ci si può tornare a sposare o unirsi civilmente seguendo le linee guida anticontagio e antiassembramento emanate dalle varie amministrazioni comunali.

Per Bari si può scegliere tra diverse location: sala matrimoni in corso Vittorio Veneto, chiesetta sconsacrata nella sede della delegazione Libertà, uffici di Stato Civile dei quartieri Carbonara, Ceglie, Palese, Santo Spirito, Torre a Mare, sala consiliare di Palazzo di Città e terrazza del Fortino Sant’Antonio.

Si offre  alle persone che vogliano pronunciare il proprio impegno reciproco la possibilità di farlo, alla presenza dei propri cari, in sicurezza.

Anche questo provvedimento, dunque, intende accompagnare, con tutte le cautele necessarie, la lenta ripresa della normalità nella quale siamo tutti ugualmente impegnati. Perché tutto vada a buon fine, però, è fondamentale il senso di responsabilità individuale, che rappresenta l’unica vera garanzia a tutela della salute collettiva.

Il Comune garantirà per ogni evento la pulizia e l’igienizzazione dei luoghi, provvederà alla loro sanificazione periodica, fornirà dispenser con soluzione idroalcolica.

Chi, sposi ed invitati, accederà all’edificio in cui si celebra il matrimonio/unione civile, dovrà attenersi scrupolosamente alle indicazioni stabilite. Per la celebrazione dei matrimoni e unioni civili, le norme basilari identificate per contrastare la diffusione del contagio sono il distanziamento sociale e l’utilizzo di mascherine.

Per quanto riguarda l’allestimento dei luoghi, l’amministrazione dovrà riorganizzare, per quanto possibile, gli spazi – i percorsi di entrata e uscita, il corridoio per gli sposi -, per assicurare il mantenimento della distanza di tra i partecipanti: ciò richiede la verifica preliminare della capienza massima ipotizzabile, tenendo conto del posizionamento delle sedute e l’area destinata agli sposi, ai testimoni e al celebrante ufficiale di stato civile.

Bisognerà garantire, nella disposizione dei posti a sedere, il rispetto della distanza interpersonale di almeno 1 metro e mezzo, sia frontalmente sia lateralmente. Nel caso vi siano bambini, persone appartenenti allo stesso nucleo familiare e con disabilità che necessitano di accompagnatore, è ammessa la possibilità di sedere accanto.

I richiedenti che intendono contrarre matrimonio/unione civile presso le strutture comunali baresi dovranno inviare  l’elenco completo con l’indicazione del numero delle persone che prenderanno parte alla celebrazione, compresi i testimoni, i fotografi (due al massimo) e i fiorai che dovranno accedere alla struttura in modo controllato un’ora prima dell’evento e garantire la completa rimozione dell’allestimento floreale entro un’ora dalla sua conclusione. I richiedenti, nel dichiarare di non avere febbre superiore a 37,5°C o sintomi di insufficienza respiratoria, assumono l’impegno di osservare scrupolosamente le regole.

Mascherine per tutti, ma gli sposi possono togliersele. Coloro i quali accedono ai luoghi, sposi compresi, sono invitati ad igienizzarsi le mani e ad indossare la mascherina. Tutti i soggetti in ingresso (partecipanti, fotografi, ecc.) dovranno essere dotati di mascherine chirurgiche: in assenza, gli operatori provvederanno a fornirla, se disponibili. In caso contrario, sarà data informazione del divieto di accesso ai luoghi.

Vengono dispensati dall’utilizzo di mascherina gli sposi all’atto del cerimoniale, purché sia mantenuta una distanza di sicurezza,  e l’ufficiale di stato civile, durante l’enunciazione del rito.

In prima linea sui matrimoni ci sono Campania e Puglia, le due Regioni in cui la tradizione della celebrazione e della festa continua in maniera più forte e in cui c’è un indotto economico enorme. In Campania, ad esempio, Assocastelli stima un movimento di denaro di due miliardi l’anno tra location, catering, fotografi, regali, bomboniere, estetiste, parrucchieri e stilisti. Un comparto in cui lavorano migliaia di persone rimaste a lungo ferme.  Fra le soluzioni pensate, visti i numeri di partecipanti ai matrimoni pugliesi e campani, lo sdoppiamento della feste in due giornate invece che in una sola se mai dividendo i festeggiamenti prima con i parenti poi con gli amici.

Gli organizzatori di matrimoni chiedono anche alle autorità religiose di autorizzare le nozze in chiesa di domenica, per smaltire l’arretrato. La Conferenza episcopale campana, intanto, ha dato il via libera a matrimoni e battesimi in chiesa, con un numero limitato di partecipanti, ma ancora nessuno ha detto “sì” davanti al sacerdote dopo il covid19. Quindi come ci sono state deroghe per parrucchieri e centri estetici, così si chiede anche per la celebrazioni di matrimoni nella giornata festiva.

Il settore dei banchetti e del catering annualmente registra un fatturato di 65,5 miliardi e occupa circa 569 mila persone.

Solo quello dei matrimoni varrebbe in Italia vale oltre 15 miliardi. Ma per chi si occupa di wedding planning e rinfreschi quest’anno segnato dal  coronavirus è un vero incubo. Eventi zero e cassa integrazione ai massimi. L’indotto economico è enorme perché abbraccia tanti settori e professionisti.

Con le riaperture della fase 2, ripartono in Abruzzo anche i matrimoni, ma con le mascherine e nel rispetto di tutte le misure di sicurezza, sia in chiesa sia al ristorante. Quello dei matrimoni è tra i settori più duramente colpiti dalla quarantena, in un periodo dell’anno, la primavera, in cui per tradizione vengono celebrate e festeggiate la maggior parte delle nozze. L’intero indotto è stato messo in ginocchio dall’emergenza Coronavirus. In molti hanno rimandato le nozze al prossimo anno, tanto che il 2021 sarà caratterizzato da matrimoni invernali e infrasettimanali, ma c’è chi non rinuncia a sposarsi e sceglie comunque di farlo subito.

Anche se la maggior parte dei matrimoni è stata rimandata al 2021, ci sono coppie che non si sono fatte prendere dallo sconforto e sono state premiate dal loro ottimismo: sposarsi in presenza dei propri cari e ritrovarsi tutti insieme anche per il banchetto nuziale è di nuovo possibile.

Chi ha deciso di sposarsi i primi di giugno si è concentrato sulla parte organizzativa affinché la cerimonia e il banchetto potessero svolgersi in totale sicurezza e nel rispetto delle normative vigenti previste per il settore della ristorazione.

Invitati ridotti ad una quarantina di persone, ognuno dovrà indossare la propria mascherina che potrà essere tolta solo per mangiare, non ci saranno buffet, tableau e balli per evitare assembramenti, mentre la consumazione dei pasti avverrà in tavoli da cinque anziché da dieci.

Sicuramente non sarà il classico matrimonio all’ italiana, ma dopo due mesi di lockdown sarà senza dubbio emozionante provare a ripartire.

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