Per una libera educazione

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Interessante libro di pedagogia scritto in un’epoca molto convulsa dal grande umanista del cinquecento, Erasmo da Rotterdam: per una libera educazione. Lo scritto costituisce una esemplare critica della sua epoca, a cui contrappone un insegnamento pedagogico che è attualizzabile, giacché i signori dell’epoca sono ancor oggi i governanti del nostro presente.

Erasmo da Rotterdam già 500 anni fa sottolineava che l’educazione allo studio, ancorché elementare, va iniziata in tenerissima età, quando la memoria è più robusta e l’apprendimento più rapido. È un errore, lasciare passare inutilmente i primi tre o quattro anni di vita del fanciullo, senza impartirgli delle nozioni. Non a caso, sostiene l’umanista olandese, i grandi ingegni sono quasi sempre il prodotto di maestri eminenti e di un’educazione precoce. Certo da queste ultima frase di Erasmo da Rotterdam, appare che per essere “ingegni” basta solo una educazione ricevuta precocemente, dimenticando che all’epoca pochissimi erano i fanciulli ad avere una educazione, filosoficamente parlando. Erasmo dava molto peso anche al sentimento d’emulazione, innato nei bambini. Dimostrando una grande capacità di osservazione.

Purtroppo sia all’epoca che oggi assistiamo alla vergognosa negligenza di non educare i figli come si deve, li si corrompe con lo sfrenato individualismo in spregio delle regole della comunità, rendendoli malvagi. Assolutamente azzeccata e la citazione di Aristippo a un ricco rozzo che gli chiese a cosa servisse la cultura a un ragazzo: “se non altro a evitare che in teatro una pietra si sieda su una pietra”.

Talché Erasmo, in modo istintivo seppur non cosciente capiva la dialettica delle natura, seppur con tutti i limiti della sua epoca: “gli alberi forse nascono, anche se non portano frutto o ne portano una selvatico; i cavalli nascono, anche se inutili; ma gli uomini, credimi non nascono: vengono plasmati”.

Sì gli uomini vengono plasmati, non nascono né geniali né malvagi. Ma, crescendo in un determinato ambiente e con risorse adeguate in condizioni giuste, il fanciullo viene educato e portato sulla retta via….  sempre che la società sia organizzata mettendo al centro di essa l’uomo.

 Nell’esprimersi l’uomo cresce. Come nel processo della comunicazione verbale, orale e scritta, l’uomo viene a conoscere meglio il proprio pensiero. La pratica della vita migliora taluni aspetti, se l’uomo vive secondo il fine naturale.

Appare incredibile come la cultura ufficiale abbia acquisito questi innovativi concetti basilari di pedagogia solo di recente (mi riferisco nell’ambito temporale di un’epoca storica), concetti che in realtà risalgono ai secoli passati. Chissà come gli antichi ritenessero fosse l’insegnamento. Purtroppo intere biblioteche sono andate perdute per volere del dio unico.

Come è potuto accadere tutto questo ritardo? Erasmo per i sui scritti fu condannato al rogo dalla chiesa cattolica, che solo la “riforma” lo salvò: viveva oltre le alpi dove in quel dato momento era in atto la riforma Lutherana, il braccio secolare non poté raggiungerlo.

Infatti quest’opera di Erasmo non è un trattato sull’educazione ma un’orazione polemica contro la scuola della violenza, contro quella pedagogia dell’umiliazione e della penitenza che aveva caratterizzato tutto il Medioevo fino ad arrivare al primo Rinascimento.

Solo nell’epoca moderna con due importanti rivolgimenti storici: la rivoluzione francese e la rivoluzione d’ottobre, con la messa a bando della autocrazia ed il ridimensionamento della religione organizzata, si da vita ad uno stato laico e pluralista, inserendo come obbligo la scuola sin dall’infanzia con lo Stato garante dell’educazione per tutti.

Certo per poter educare ed assimilare è possibile solo quando c’è interesse per l’argomento. Oggi purtroppo dopo il lavoro si pensa al riposo. C’è riposo e riposo. C’è il riposo che può dare parecchio sia nel senso di diventare più robusti (attività sportiva) e più coscienti (la lettura e lo studio) e c’è pure il riposo che in realtà fa stancare (centri commerciali) e instupidire (la televisione e i suoi “educativi programmi”) che non sono assolutamente una casualità!

Bene. Cominciamo con la lettura del libro di Erasmo da Rotterdam, a cura di Luca D’Ascia: “Per una libera educazione” edizione BUR RSC Libri euro 9,00.

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