Lo chiamano cyberbullo. E’ in rete

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Mai sentito parlare di cyberbullo? Ecco chi è e come si comporta. Gaia, 15 anni, scopre che l’invito ad una festa tra amici di scuola  non è altro che uno dei più famosi divieti in cui campeggia la sua foto con su scritto “io non posso entrare”. Lo scopre non dal “vivo”, ma entrando nella community di uno dei social network più famosi. All’insolito invito poi, seguono video imbarazzanti, foto scattate a sua insaputa e commenti poco “carini” per una giovane ragazza come lei.
Storie di ordinaria “cattiveria” penseremmo tutti ma non è così.

E’ cyberbullismo ed è il nuovo pericolo del mondo web. Questo fenomeno, oramai nel mirino di studiosi di tutto il mondo, è tanto giovane quanto coloro che ogni giorno ne sono vittime e comprende l’insieme degli atti di bullismo e molestie effettuate tramite mezzi elettronici come e-mail, sms, blog e siti web. Sempre più numerosi sono i giovani adolescenti che popolano la “grande piazza virtuale” dei social network, che si costruiscono “profili” sui siti più frequentati, che chattano con persone vicine o lontane anche un migliaio di kilometri. Sono loro quelli che vivono il mondo virtuale non come in un’ambiente separarto dalla loro vita reale ma strettamente connesso e talvolta anche più importante. Ed è proprio tra di loro che serpeggia il desiderio del cyberbullo di colpire la vittima scegliendola proprio come se lo dovesse fare dal vivo per sferrarle un pugno o per ricoprirla di ingiurie. Ecco quindi che “l’obeso”, “lo sgobbone”,  “l’insicuro”, “il timido”, nonché “l’insegnante di turno” diventano tutti tipi da mettere al centro della pubblica piazza “virtuale” e da massacrare.
Ma il bullo da web come nella vita reale, non agisce mai da solo infatti bastano pochi clic sul tasto ”mi piace questo elemento” e i suoi amici sono lì a supportarlo, basta “condividere” un link per creare il “branco”.
Inoltre se il cyberbullo ha ben studiato la sua vittima, spesso scelta proprio sui banchi di scuola, sa che questa non avrà mai il coraggio di rispondere anche alla più grande provocazione e questo lo porta ad agire sempre più indisturbato. Alle volte tutto ciò ha l’aria ed sapore di uno scherzo, di un gioco innocente tra adolescenti che non lo è più quando si superano certi limiti, quando si colpisce giorno per giorno sempre ed unicamente la stessa persona. Non è più da sottovalutare quando si toccano le corde della sensibilità e si comincia a scavare dentro la vittima per colpire sempre più nel profondo, per isolarla, per spingerla alla depressione ed all’isolamento o per condurla sul sentiero della distruzione.
I numeri ci sono tutti per definirlo un fenomeno in crescita e per tentare di arginarlo stanno scendendo in campo associazioni di genitori, insegnanti nonché psicologi e pediatri. Tutti appaiano concordi a non vietare ma favorire un uso responsabile e corretto del web. Il primo passo da fare resta comunque quello di discutere del problema con i propri figli o alunni che siano, almeno per sgretolare il muro di omertà che gli stessi ragazzi creano per paura di subire l’ira dell’adulto o di non poter più accedere al web.

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