Ragazze contro – spaghetti paradiso. A colloquio con Nicky Persico

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Nicky Persico torna in libreria con la casa editrice indipendente Les Flaneurs e il romanzo “Ragazze contro (spaghetti paradiso).

Il libro affronta argomenti impegnativi, ma per la prima volta sotto forma di romanzo, e con un linguaggio piacevole e scorrevole.
La trama è ben strutturata e avvincente, e nel corso del dipanarsi delle vicende narra di fenomeni quali la mafia, lo stalking e la manipolazione, che non hanno distinzione di genere, il narcisismo, la violenza sulle donne, la possibilità di avere giustizia.
Tutti ne conosciamo la fenomenologia sociale, l’abbiamo quotidianamente sotto gli occhi e nelle orecchie. Ma molto spesso non conosciamo le implicazioni e gli effetti per chi lo subisce e soprattutto le modalità inaspettate e disgustose di chi lo pratica. Le dinamiche che portano ad invischiarsi in queste situazioni sono invece stati studiati e codificati nella letteratura specifica, che l’autore cita ampiamente.
Il risultato sorprendente è un romanzo trascinante, curato nei dettagli della descrizione dei personaggi, delle loro espressioni (fisiche e linguistiche) e anche del territorio; una Bari ed una Puglia inedite, nella loro atmosfera cupa eppure splendente di sole e mare e cibo allo stesso tempo.

Nicky c’è la tua Bari in tutte le sfaccettature, ma si parla anche della ricetta della felicità.
In questo periodo post emergenza quali sono gli ingredienti?

– C’è una bari vissuta con la sua bellezza spesso non raccontata, i suoi lati meno noti e invece più esaltanti. Una bari in cui ho trascorso la mia adolescenza e che ho visto cambiare negli anni. Ma la sua anima è rimasta intatta, e ho cercato di descriverne alcune immagini. La ricetta della felicità è contenuta in “Spaghetti Paradiso”, scritta dal bislacco protagonista, un praticante avvocato un tantino maldestro e pasticcione, ma animato da buona volontà. Gli ingredienti sono tutto tranne che il cibo, come è intuibile: è una formula per ritrovarsi, reincontrarsi tra persone che si sono ‘perdute’ nella quotidianità, nella routine, nelle acredini di cui si è persa memoria nel tempo. La vita ci impone ritmi sempre più serrati, e a volte focalizzare su questo può condurre alla riscoperta di se stessi e di chi abbiamo accanto. Dai riscontri che ho avuto questa ricetta piace molto, e mi hanno detto che spesso funziona…


In qualità di avvocato c è un modello del persecutore e uno della vittima?

– Sicuramente sì, nel senso che ci sono delle modalità standard, nell’opera di manipolazione. Oltre alla esperienza diretta ho avuto il conforto di letteratura specifica, sull’argomento: l’ho cercata per verificare se le mie sensazioni empiriche fossero esatte, e ho trovato conferme in testi come quello di Marie-France Hirigoyen , o Isabelle Nazare Aga , per citarne alcuni. Quando ho iniziato ad occuparmi di vicende del genere la parola Stalking non era ancora nota. Poi nel 2009 è entrato a far parte del nostro sistema il reato specifico. Alla fine del libro cito appunto una bibliografia di riferimento: sono quelli che ho ritenuto personalmente più validi dopo averne letti moltissimi. Io li ho trovati estremamente utili. Il manipolatore ad esempio presenta frequentemente, in misura più o meno variabile, tratti di anaffettività e un ego sovradimensionato. Naturalmente esiste anche una comunanza di caratteri nelle ‘vittime’, ed ovvero principalmente spiccate doti di empatia, solarità, innata gentilezza e disponibilità. Naturalmente non si può riassumere tutto in poche parole, ma il senso è che si riesce quasi sempre a riconoscerne i tratti principali, quando si tratta di manipolazione, nonostante possano sembrare celati dalle diverse circostanze e dal differente contesto. Nel libro, quindi, ho raccontato questi aspetti attraverso il percorso del praticante avvocato che si trova coinvolto suo malgrado nella difesa di due donne che subiscono questa situazione, e rispetto alle sue iniziali conoscenze compie un percorso di conoscenza guidato da una donna misteriosa, Lara, che è in realtà il vero fulcro del romanzo: e alla fine gli occhi del praticante avvocato vedranno questi fenomeni con occhi molto diversi e molto più consapevoli.

Ed invero la narrazione è efficace e formativa, anche se smaliziata, piena di momenti di riflessione, di drammaticità e al contempo di ironia, sentimento e sensualità, strappando nella tragicità del tema anche più di un sorriso, in un racconto delle vivcende infarcito di briose descrizioni di rituali e abitudini tutti pugliesi e di termini dialettali che rendono meglio l’idea, in questo contesto, di qualsiasi definizione di psicologia applicata.
Attraverso il giovane praticante Alessandro, Lara, Virginia, e molti altri co-protagonisti descritti con maestria l’autore tratta il tema lasciandolo un po’ sullo sfondo per stemperarlo, eppure con straordinaria delicatezza riesce a rendere il lettore più consapevole delle dinamiche perverse che caratterizzano questo attualissimo fenomeno sociale.
Il risultato è che si riesce a decrittare efficacemente lo stalking (e le sue compagini) nelle sue dinamiche più silenziose, e nei subdoli meccanismi attraverso i quali si insinua nelle pieghe della vita quotidiana mimetizzandosi e passando da una sensazione di fastidio a un disagio che porta al senso di colpa e talvolta alla morte innanzitutto interiore della vittima. Un inferno in cui la vittima, è azzerata nella sua personalità, risucchiata nelle sue forze vitali, gestita anche e soprattutto nella capacità di reagire.

Un inferno che fa molta meno paura, se attraversato con la guida di Lara, e che alla fine del libro lascia una sensazione liberatoria e di maggiore forza.
Nella lettura riderete, rifletterete e rimarrete col fiato sospeso.
In sintesi anche ci non è barese potrà capire chi è davvero il “Freddimpetto (pronuncia fridd’mpitt) termine del dialetto barese che indica una persona pavida, vile, senza onore”.
Oltre a quella degli spaghetti paradiso, da non dimenticare vi saranno suggerite altre ricette.

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