La pandemia dell’apocalisse

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2020, anno della svolta. Primo evento che ferma il mondo, forse andava troppo veloce. Tutto e tutti tarati al limite dell’efficienza produttiva. Fino a dove il denaro può osare di fronte all’umano? E cosa vuole fare l’umano di questo mondo, che è nelle sue mani? Fino a quanto andrà avanti questa fame di cose? E’ davvero inestinguibile? Saremo per sempre dei bisognosi? Quando riusciremo ad essere umani? E cosa significa essere umani?

Queste ed altre domande vengono alla luce in questo fermo chiamato lockdown, così da renderlo più alieno, dove regole sempre più grottesche stanno facendo crollare un sistema che, nel momento prima della vittoria, vede il suo piano sgretolarsi tra le mani, in un pugno di sabbia finissima. Che questo virus si chiami Corona, che non sia pericoloso per i bambini, che arrivi a primavera sono segnali interessanti alla decriptazione del messaggio che la Natura ci da, concedendoci un attimo di pausa, dalla quale ci si sveglierà diversi, in un modo o nell’altro.

C’è chi vede un mondo fatto di microchip, controlli a tappeto, TSO e uso della forza all’ordine del giorno per soggiogare le menti e i corpi della gente esausta e che sta iniziando a scoprire la vera fame, che potrà scegliere cosa fare di quella fame.

C’è chi cederà alle lusinghe di promesse di quei pochi spiccioli per restare a galla e chi invece deciderà di abbandonarsi e abbandonare vecchie forme pensiero che lo costringevano a restare nel vecchio paradigma, dove homo homini lupus. Un mondo con molta gravità, che si fonda sulla paura e la manipolazione, per catturare l’attenzione degli ignari spettatori di una vita di vacanza finita in un castello kafkiano.

C’è, ancora, chi sta già vivendo seguendo il Nuovo Paradigma che è dentro ciascuno, basta scavare. Homo Homini deus . Ai minatori come me io auguro un posto in prima fila di fronte a questa sconvolgente, entusiasmante e brillante ascesa.

Chi è riuscito a insistere nel cercare un mondo ancora sommerso, ma ad occhi attenti già visibile, ed ora se lo vede spuntare davanti piano piano, ma inesorabile, come il bambù.

Non si può più tornare indietro. Non si può più tornare alla normalità. Ma chi la vuole quella normalità? Siamo sicuri che sia normale utilizzare le risorse come si sta facendo adesso? Siamo sicuri che quello che dice la televisione sia vero? Che le uniche notizie vere siano quelle date dai canali ufficiali e di sistema? Da chi è composto questo Comitato Tecnico Scientifico, che se costa quanto ho sentito fa ulteriormente rabbrividire, che non ho mai visto scendere in contraddittorio con altri scienziati, che hanno studiato come loro se non più di loro, e che smentiscono categoricamente tutte le panzane che vengono sfornate dalla propaganda, che vede l’Italia agli ultimi posti per la libertà di stampa.

Ma perché ci tengono così anestetizzati? Perché c’è tutta questa paura che un numero sufficiente di noi ci capisca qualcosa e inizi ad agire? Perché gli italiani, signori miei, saranno i più scherniti, ma sono anche i più ammirati. Scherniti dai potenti, che non si possono permettere il Bel Paese e sognano di conquistarlo con una finanza pirata, e la gente, che ama il bello e lo sa riconoscere, e vede negli italiani dei custodi di bellezza e grande cuore, che ha sempre ispirato gli altri popoli per la sua visione così eterogenea, data da un paese che offre la migliore biodiversità del mondo, unica fonte di vita e di speranza per il futuro. Ciascuno di noi ha bisogno di sentirsi integrato e accolto dalla società in cui vive per dare il suo meglio e non vessato e oppresso da regole sempre più stringenti e inumane.

Stanno aprendo timidamente le attività produttive che se lo possono permettere. Molte altre,

fatti due conti, hanno deciso di tenere chiuse le serrande e continuare il lockdown. Hanno capito che è meglio una fine disastrosa che un disastro senza fine e rimangono ligiamente a casa. Fino a quando avranno, tra loro e i famosi “congiunti”, finito le risorse per campare e a quel punto cosa succederà? Ci sono gli ammortizzatori sociali. Ci sono molti nuovi poveri. E ci sono gli ammortizzatori sociali. E ci sono i nuovi poveri e sono aumentati.

La prima onda ha colpito il sistema sanitario. Non è andata bene. La seconda onda si sta iniziando a frangere su quello assistenziale e siamo già nel caos. Cosa succederà dopo? Quante imprese riapriranno? Questo indotto mancato, avrà delle conseguenze sul mercato? Il mercato saprà resistere a questo impatto? Come influiranno le nuove tecnologie sull’umanità in questo nuovo scenario apocalittico? Saranno al loro servizio per garantirgli una vita migliore o schiave di se stesse e delle proprie regole di sviluppo regresso, che saranno fatte rispettare con un rigore sempre più stringente, al limite e anche oltre della sopportazione?

Altri quesiti, che rendono il quadro più complesso, ma più chiaro. Sembra ormai evidente che a ciascuno è posta una scelta , che consiste nel decidere da che parte stare: paura o gioia.

Nel primo caso si sceglierà di rendere il pianeta sterile, eliminando le possibili fonti di pericoli, attraverso sterilizzazioni seriali e regole rigidissime, dove si vive senza gioia. Nel secondo caso si deciderà di prendersi cura delle proprie azioni, togliendo così tempo ed energia a giudicare quelle degli altri, come quella vecchia consigliera delle comari del paesino. Non ci sono solo pecore. C’è chi sente il richiamo al vero, al sano, al buono, al gentile, all’umano, che non ha uno standard e non è un numero. Il PIL s’impenna, ma il FIL crolla. Quanto ancora dovremo camminare prima di diventare umani?

Oggi l’appello è all’autocoscienza e all’autodeterminazione. A informarsi tenendo la mente aperta. A cercare la verità oltre le apparenze. A lasciarsi stupire dagli altri nostri fratelli, se approcciati secondo il Nuovo Paradigma che noi esseri umani possiamo scegliere di indossare, un fusione che diventa una danza sulle note di Schumann. Le vecchie vesti ormai logore possono essere lasciate ai tempi passati, in cui non c’erano ancora i requisiti per accedere a questo salto, possibile grazie alla volontà condivisa di farlo, ciascuno nella propria porzione di mondo, con esseri a lui simili.

Siamo la media delle persone che frequentiamo e del campo in cui viviamo. Questo campo è composto da ciò che mangiamo, da ciò che pensiamo e da ciò che facciamo, che si riflette in ciò che vediamo, che ci emoziona e suggerisce come procedere. Il mondo è lo stesso per tutti, ma diverso per ciascuno. Ciascuno ha la sua propria funzione, unica e indispensabile, in questo meccanismo organico e nel momento in cui la trova inizia a scoprire che sapore ha la felicità e quante distrazioni gli hanno consentito di deviare la strada per trovare dentro di sé gli strumenti che gli sarebbero serviti poi al momento della rivelazione della sua Missione, che non sarà certo quella di eseguire degli ordini dati da persone che sembra stiano agendo al di fuori dei loro poteri e che non stiano dando un buon esempio, disapplicando pubblicamente quelle norme che vengono applicate severamente sui più deboli e lascivamente trasgredite da loro che hanno il potere di farlo senza pagare le conseguenze.

Ma vorrei concludere con un’osservazione. Al di là di ciò che appare, c’è una realtà che si sta manifestando e che non può più essere arginata. Il re è nudo. Le conseguenze non tarderanno ad arrivare. Dipenderà da ciascuno di noi e da cosa ciascuno di noi desidera, in fondo al cuore. Non si torna più indietro. Accadimento per reazione uguale esito. Il presente è nelle nostre mani e nel modo in cui sapremo affrontare questo momento leggendario. Buona visione, amici spettatori.

#diamogliunsenso

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