Estate 2020, meglio la piscina in terrazza. Tutto troppo complicato

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Tutto esaurito da mesi, in molti hanno provato a prenotarle e acquistarle dai canali e-commerce ma, non c’è stato nulla da fare. Stiamo parlando delle piscine da posizionare in terrazza, nelle ville per poter godere di un po di refrigerio in questa estate già rovente e che si preannuncia complicata da gestire per le tante normative ed obblighi.

Dopo aver attrezzato il proprio spazio e approfittando del servizio delivery offerto ormai anche da ristoranti stellati, non resta che sognare ed immaginare  la nostra vacanza, senza spostarsi da casa.

Basta infatti leggere come tutto è veramente non semplice tanto da scoraggiare molti italiani ad andare in vacanza, a prenotare in lidi balneari o al ristorante, complice anche la diminuita o azzerata disponibilità economica.

I nuovi documenti tecnici, realizzati dall’Inail in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità (Iss), forniscono raccomandazioni sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del nuovo coronavirus nella fase 2 nei settori della ristorazione e delle attività ricreative di balneazione. L’obiettivo è quello di garantire la ripresa dell’attività assicurando al tempo stesso la tutela della salute dei lavoratori e dei clienti.

Il distanziamento sociale nei ristoranti

Il documento Inail-Iss raccomanda di rimodulare la disposizione dei tavoli e dei posti a sedere, definendo un limite massimo di capienza predeterminato che preveda uno spazio di norma non inferiore a quattro metri quadrati per ciascun cliente, fatta salva la possibilità di adottare altre misure organizzative, come per esempio le barriere divisorie. La prenotazione obbligatoria viene indicata come ulteriore strumento di prevenzione, utile anche per evitare assembramenti di persone in attesa fuori dal locale. Durante il servizio, infatti, non è evidentemente possibile l’uso di mascherine da parte dei clienti.

Per il personale di cucina e di servizio ai tavoli, in condivisione di spazi confinati, è previsto obbligatoriamente l’uso della mascherina chirurgica per tutto il turno di lavoro e, ove possibile, l’utilizzo dei guanti in nitrile, i quali sono comunque sempre da utilizzare durante le attività di igienizzazione poste in essere al termine di ogni servizio al tavolo.

Addio al buffet o al tradizionale menù: sarà opportuno utilizzare format di presentazione del menù alternativi rispetto ai tradizionali (ad esempio scritti su lavagne, consultabili via app e siti, menù del giorno stampati su fogli monouso).

Un altro aspetto di rilievo è il ricambio di aria naturale e la ventilazione dei locali confinati, anche in relazione ai servizi igienici, che spesso sono privi di possibilità di aerazione naturale.

Prenotazione obbligatoria negli stabilimenti balneari

Per consentire un accesso contingentato agli stabilimenti balneari e alle spiagge attrezzate viene suggerita la prenotazione obbligatoria, anche per fasce orarie. Si raccomanda, inoltre, di favorire l’utilizzo di sistemi di pagamento veloci con carte contactless o attraverso portali/app web. Vanno inoltre differenziati, ove possibile, i percorsi di entrata e uscita, prevedendo una segnaletica chiara.

Distanza minima tra gli ombrelloni

Per garantire il corretto distanziamento sociale in spiaggia, la distanza minima consigliata tra le file degli ombrelloni è pari a cinque metri e quella tra gli ombrelloni della stessa fila a quattro metri e mezzo. È opportuno anche privilegiare l’assegnazione dello stesso ombrellone ai medesimi occupanti che soggiornano per più giorni. In ogni caso è necessaria l’igienizzazione delle superfici prima dell’assegnazione della stessa attrezzatura a un altro utente, anche nel corso della stessa giornata.

Negli stabilimenti balneari gli utenti indosseranno la mascherina al momento dell’arrivo, fino al raggiungimento della postazione assegnata e analogamente all’uscita dallo stabilimento. Dovranno essere installati dispenser per l’igiene delle mani a disposizione dei bagnanti in luoghi facilmente accessibili nelle diverse aree dello stabilimento.

Ci dovrà essere una pulizia regolare almeno giornaliera con i comuni detergenti delle varie superfici e arredi di cabine e aree comuni. Bisognerà sanificare regolarmente e frequentemente le attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (esempio cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra un utilizzo e l’altro.

Alcune spiagge pugliesi non dispongono di spazi così estesi, non riuscirebbero quindi mai ad adempiere alle normative proprio per la conformazione del territorio.

Per quanto concerne l’attività di salvamento in mare svolta dal bagnino, o comunque di primo soccorso, viene evidenziata la necessità di tutelare anche la salute del soccorritore. In attesa di nuove evidenze scientifiche, si raccomanda di valutare il respiro soltanto guardando il torace della vittima alla ricerca di attività respiratoria normale, ma senza avvicinare il proprio volto a quello della vittima e di eseguire le sole compressioni (senza ventilazioni) con le modalità riportate nelle linee guida.

Si rischia quindi, meglio non avventurarsi con il mare mosso.

No a giochi di gruppo e piscine

È da evitare, inoltre, la pratica di attività ludico-sportive che possono dar luogo ad assembramenti e giochi di gruppo e, per lo stesso motivo, deve essere inibito l’utilizzo di piscine eventualmente presenti all’interno dello stabilimento.

Al mare i bimbi vanno per divertirsi e giocare fra loro, così come si fa.

Formazione mirata e dpi per il personale

Al personale devono essere impartite istruzioni mirate, con particolare riferimento alle specifiche norme igieniche da rispettare e all’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale. Va comunque ribadita la necessità di una corretta e frequente igiene delle mani, attraverso la messa a disposizione in punti facilmente accessibili di appositi dispenser con soluzione idroalcolica.

Non tutti i locali possono permettersi corsi di formazione in quanto schizzata alle stelle costi per la formazioni, dpi ed igienizzanti. Nonostante i controlli, sequestri delle forze dell’ordine si continua a speculare a riguardo.

Anche i grandi e rinomati bar e ristoranti che vantano una storia decennale ma che dispongono di mini locali in luoghi antichi o in centri storici, preferiscono non aprire lasciando per strada tanti lavoratori.

Gli imprenditori lamentano la tanta confusione, le tasse onerose e non diminuite o azzarate in questo momento difficile, la mancata presenza dello Stato e i considerevoli investimenti da fare per attrezzarsi a disposizioni e normative.

Se nemmeno le piscine fuori terra si riescono a trovare, dovremmo organizzarci come facevano i nostri nonni con le mega tinozze e sognare l’isola che non c’è? Almeno quello non costa e si può andare a ruota libera senza disposizioni o decreti.

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