Per l’amor di un dio

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Un romanzo sorprendente e divertente nel quale si descrive una situazione veramente al limite: tutti gli dei dell’olimpo, con Zeus in testa, ridotti a vivere quasi in povertà in un palazzotto a nord di Londra e di come ognuno di loro sia costretto a fare qualcosa per vivere da quando il dio unico è stato legalizzato dopo la vittoria di Costantino sul legittimo Imperatore Massenzio. Il paganesimo, combattuto duramente per secoli dal cristianesimo al potere scompare, lasciandoci per nell’antichità classica la geometria elementare di Euclide e il sistema solare tolemaico, gli arabi avevano lasciato la notazione decimale, i principi dell’algebra, la numerazione moderna e l’alchimia; il medioevo cristiano…. nulla.

L’autrice del libro riesce nel fantasioso romanzo anche ad inserire alcune verità storiche sulla religione: ad esempio l’irritazione di Artemide quando paragonano le gesta bibliche di Mosè e il mar rosso, lei afferma: “sono stati loro a copiarci, non noi a copiare loro”. Forse l’ennesimo aneddoto che ci spiega il sortilegio della nuova religione sul soldo del codice da vinci. Cambiano le religioni, ma una cosa gli uomini non cambiano mai: si credono immortali, afferma Apollo. Mai come oggi è così evidente nella politica e nello spettacolo. Come giustamente osservava Tolomeo, fido generale di Alessandro magno: tutti gli uomini salgono, salgono e poi scendono. Pochi rimangono nella memoria storica, di certo non gli stolti ovvero solo coloro che svolgono una funzione storica di cambio epocale per la storia dell’umanità. Ma torniamo alle vicende londinesi del romanzo. Una vita veramente difficile per gli dei dell’olimpo. Ridotti a un manipolo di sfaccendati, vivono in una grande casa ormai fatiscente a Hampstead Heath, a Londra. Di Zeus ed Era, confinati al terzo piano, non si sa più nulla da decenni. Ares, il dio della guerra, è l’unico a cui il lavoro non manca mai, mentre Artemide fa da dog-sitter, la splendida Afrodite lavora per una chat-line erotica, Dioniso ha aperto un night club, Eros è diventato cattolico praticante, Apollo cera la fama in televisione e per vincere la noia va in giro a fare dispetti alle mortali… in una divertente galleria di immortali divinità un poco intristite nel loro decadimento. A spezzare la monotonia di queste grigie e immortali esistenze, entra in scena Alice, una ragazza ingenua, che bussa alla loro porta per offrirsi come donna delle pulizie (di cui la casa ha più che mai bisogno). Complice una freccia di Eros, Apollo si innamora perdutamente di lei, che però è già fidanzata, o quasi, con Neil. Ma il dio del sole non si rassegna a essere rifiutato da una mortale: la sua relazione finirà per scatenare una serie di eventi, trasformando il divertente romanzo in una storia d’amore avventurosa e tenera, sulla sci del mito di Orfeo ed Euridice.

Insomma torna in chiave attuale il mito di Orfeo ed Euridice. Il pensiero teorico di ogni epoca,  quindi anche della nostra storia, è un prodotto storico, che assume in differenti tempi forme assai differenti e con ciò un contenuto assai differente. l’uomo ha sviluppato il diritto e la politica, e con essi si sviluppò il riflesso fantastico delle cose umane nella menta umana: la religione. Il pianeta si salva perché per un attimo i mortali hanno creduto nei dei dell’olimpo, che rinascono. La fede dei mortali se dirottata su un ideale potrebbe dare avvio ad un epoca sempre sognata dagli uomini: il nuovo mondo. Buona lettura.

Marie Phillips Per l’amor di un dio, Guanda edizioni.

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