Mercati finanziari: 20 aprile 2020, una data da non dimenticare

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Avete in casa una preziosa cornice che magari vi eravate procurati per un quadro d’autore? Beh se ne siete sprovvisti correte a comprarla visto che avete l’occasione di immortalare un’immagine storica da tramandare ai posteri.

E’ l’immagine del grafico del future sul petrolio West Texas Intermediate (WTI), noto come Texas Light Sweet; è una tipologia di petrolio di altissima qualità visto che dalla sua raffinazione si ottiene una rilevante percentuale di prodotti ossia benzine e gasolio leggero.

Ed è questo il motivo per cui il prezzo del WTI rappresenta un benchmark sul mercato dei futures del NYMEX. 

E’ il 20 aprile 2020 e il prezzo del petrolio crolla sotto lo zero, per la prima volta nella storia con una discesa repentina che porta la quotazione finale a – 37 dollari al barile, cosa che in concreto significa che il venditore cede petrolio e invece di incassarne un controvalore (inesistente appunto) paga l’acquirente purchè quest’ultimo acquisisca la disponibilità fisica dei barili e conseguentemente ne sopporti i costi di deposito e stoccaggio.

L’evento è storico come detto: nella storia del trading non si sono mai registrati sul mercato prezzi negativi ma solo prezzi superiori allo zero, magari bassissimi ma sempre positivi.

L’evento è incredibile come dimostrano anche le immagini dei commentatori TV USA, sgomenti e spiazzati, che rimarranno anch’esse nella storia con quei titoli che mostrano un prezzo via via negativo, rosso fuoco, sino alla chiusura di – 37,63 dollari al barile, dopo aver addirittura toccato in intraday un minimo di – $ 40,32 !!

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E dire che la giornata di contrattazione del 20 aprile, pur mostrando prezzi in discesa, sembrava poter comunque assumere i caratteri di una normale seduta ribassista in un clima peraltro caratterizzato dalla speranza in futuri rialzi visto l’accordo del cartello dei paesi produttori, di inizio aprile, per un taglio di 9,7 milioni di barili al giorno di produzione.

Ma poi tutto precipita: il prezzo del greggio dapprima cade sui minimi degli ultimi trent’anni, fatto già di per sé epocale, e poi prosegue nel suo crash, arrivando a segnare uno storico segno meno.

Una cosa è certa ossia che per gli operatori del mercato, che siano traders abituati a surfare sui prezzi o semplici risparmiatori cassettisti, l’imperativo sarà d’ora in avanti solo uno: gestione della volatilità e quindi contenimento del rischio di nuovi flash crashes dei prezzi.

Max Soave (Max trading libero)

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