Case in fitto. E’ urgentissimo intervenire per risolvere le gravi difficoltà degli inquilini

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L’impatto sul sistema abitativo della crisi scatenata dal diffondersi del contagio da Covid19 aggraverà ulteriormente il già forte disagio presente nel Paese in relazione al mercato degli affitti. Una situazione straordinaria di questa natura non può essere affrontata con gli strumenti, già scarsi, oggi a disposizione. E’ necessario anche su questo fronte prevedere risorse e modalità di governo dell’emergenza in grado di fronteggiare la situazione.

I punti sui quali si potrebbe sviluppare l’intervento sono molteplici ma, ad oggi, non ci sono segnali:

– procedere alla sostanziale unificazione del fondo di sostegno all’affitto con fondo di morosità incolpevole (da rifinanziare in forma massiccia in misura non inferiore a 300 milioni annui) ai quali dovranno essere raccordati gli specifici strumenti di  rapido intervento richiesti dall’emergenza indotta dal coronavirus e dalla assoluta e imprescindibile priorità rappresentata dalle famiglie, compresi i lavoratori fuori sede e le famiglie di studenti fuori sede, che per effetto dell’epidemia hanno subito riduzioni di reddito e comunque degli apporti e delle entrate nel bilancio familiare anche accertate da specifiche relazioni delle strutture di assistenza sociale dei comuni;

– semplificare ed accelerare al massimo le procedure di accesso, gestione ed  erogazione dei fondi così unificati inserendo anche soggetti e fattispecie finora non previsti come conduttori di alloggi di social housing con canoni derivanti da accordi integrativi o rinegoziazione dei canoni e delle condizioni del contratto esistente. Il sostegno in questo caso potrebbe anche prevedere forme di agevolazione fiscale;

– evitare il ricorso al contenzioso consentendo ai locatori che percepiscono il canone in formalità tracciabile di sospendere il pagamento delle imposte corrispondenti alle mensilità di canone non percepito, con rinuncia ad avviare azioni di sfratto, come pure va prevista una sospensione del canone per i conduttori che hanno diritto di accedere al fondo e presentino relativa domanda;

– privilegiare e incentivare un ricorso alla rinegoziazione dei canoni e dei contratti,  anche col passaggio dal canale libero al concordato pervenendo a una diminuzione dei canoni d’affitto degli stessi contratti concordati anche riferita a un periodo transitorio espressamente indicato e semplificare tutte le procedure di rinegoziazione prevedendo anche per questo adempimento la registrazione telematica dei relativi patti e scritture;

– estendere agli Iacp comunque denominati l’esenzione IMU sugli alloggi sociali di proprietà e gestiti, equiparando il trattamento fiscale in tutta Italia, vista l’ulteriore necessità di questi Enti di fronteggiare le difficoltà economiche che, per effetto del coronavirus, riguarderanno molti assegnatari e la stessa attività gestionale degli alloggi;

– prevedere una normativa specifica che, fermi restando i principi generali dell’ordinamento, possa consentire a specifiche categorie di inquilini ad esempio studenti fuori sede e lavoratori provenienti da altre residenze che abbiano l’esigenza, indotta dall’emergenza coronavirus, di lasciare la sistemazione oggetto del contratto in corso, di procedere in tempi brevi e comunque inferiori al termine di disdetta indicato nel contratto e senza penali alla risoluzione del contratto ovvero favorendo ed incentivando, per chi intenda mantenere in vita il rapporto di locazione, forme di rinegoziazione delle condizioni che possono includere sospensione parziale o totale del canone con esenzione fiscale del locatore per il reddito non percepito nei relativi periodi;

– prevedere l’utilizzo di strutture pubbliche (non utilizzate per altre finalità) come residenze provvisorie di carattere emergenziale per chi ne è privo;

– incentivare l’utilizzo della rinegoziazione dei canoni e delle condizioni contrattuali anche nel settore degli usi diversi, con particolare riferimento alle piccole attività commerciali e artigianali, con una misura fiscale che estenda anche a quelle escluse la detrazione di imposta prevista, solo in modo parziale dal DL 18/2020, elevandola all’80%;

– convocazione da parte del Ministero Infrastrutture, in via straordinaria, della convenzione nazionale prevista dalla legge 431 per individuare forme condivise di attuazione di questi obiettivi dando impulso a modalità innovative e solidali di rinegoziazione e per un attento e rigoroso monitoraggio delle maggiori criticità e bisogni delle rispettive parti.

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