Papa Francesco: Maria Mamma di tutti

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Le mie riflessioni e le mie preghiere dedicate alla Madonna

«Maria è colei che trasaliva di gioia alla presenza di Dio,

colei che conservava tutto nel suo cuore

e che si è lasciata attraversare dalla spada.

È la santa tra i santi, la più benedetta,

colei che ci mostra la via della santità e ci accompagna.

Lei non accetta che quando cadiamo rimaniamo a terra

e a volte ci porta in braccio senza giudicarci.

Conversare con lei ci consola, ci libera e ci santifica.

La Madre non ha bisogno di tante parole,

non le serve che ci sforziamo troppo per spiegarle

quello che ci succede.

Basta sussurrare ancora e ancora: “Ave o Maria…”».

Papa Francesco,

Gaudete et exsultate. Esortazione apostolica

sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo

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PRESENTAZIONE

Papa Francesco ha sempre dichiarato la propria

profonda devozione mariana, fin dall’inizio del

suo pontificato; si tratta di una devozione che ha

un profondo radicamento nell’educazione cristiana

ricevuta in famiglia, ma che deve anche molto

alla formazione gesuitica: sant’Ignazio di Loyola,

fondatore della Compagnia di Gesù, nella sua autobiografia

(Il racconto del pellegrino) pone proprio in

una notte trascorsa in veglia davanti a un’immagine

della Madre di Dio, uno dei momenti decisivi della

sua conversione definitiva a Cristo.

Non sorprenderà, dunque, ritrovarsi di fronte,

in queste pagine a vari aspetti e modulazione della

devozione a Maria di papa Bergoglio. Modulazioni

che, nell’intento di questo volumetto, si offrono in

tre momenti:

• Il primo raccoglie alcune riflessioni del Papa

sulla presenza della Vergine nel nostro tempo, come

Madre della Chiesa, di Gesù e di noi tutti.

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PAPA FRANCESCO

• Il secondo riprende alcuni testi più brevi, offrendoli

a mo’ di commento alla preghiera mariana

per eccellenza, l’“Ave Maria”.

• Il terzo offre al lettore le preghiere più belle

che papa Francesco ha composto e recitato per

momenti particolari della vita della Chiesa, del

mondo e nostra.

Abbiamo, così, fra le mani un piccolo compendio

della cura con cui il Papa ci consegna il suo invito

a non essere orfani, ma figli attenti e sereni di una

Madre che non ci lascia mai soli.

Edizioni San Paolo

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I

PIENA DI GRAZIA

Un nomE nUovo

Nel Vangelo che narra l’episodio dell’Annunciazione,

l’Angelo si rivolge a Maria con una parola

non facile da tradurre, che significa “colmata di

grazia”, “creata dalla grazia”, «piena di grazia» (Lc

1,28). Prima di chiamarla Maria, la chiama piena

di grazia, e così rivela il nome nuovo che Dio le

ha dato e che le si addice più del nome datole dai

suoi genitori. Anche noi la chiamiamo così, ad ogni

Ave Maria.

Che cosa vuol dire piena di grazia? Che Maria

è piena della presenza di Dio. E se è interamente

abitata da Dio, non c’è posto in lei per il peccato.

È una cosa straordinaria, perché tutto nel mondo,

purtroppo, è contaminato dal male. Ciascuno di noi,

guardandosi dentro, vede dei lati oscuri. Anche i più

grandi santi erano peccatori e tutte le realtà, persino

le più belle, sono intaccate dal male: tutte, tranne

Maria. Lei è l’unica “oasi sempre verde” dell’umanità,

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PAPA FRANCESCO

la sola incontaminata, creata immacolata per accogliere

pienamente, con il suo “sì”, Dio che veniva

nel mondo e iniziare così una storia nuova.

Ogni volta che la riconosciamo piena di grazia,

le facciamo il complimento più grande, lo stesso

che le fece Dio. Un bel complimento da fare a una

signora è dirle, con garbo, che dimostra una giovane

età. Quando diciamo a Maria piena di grazia, in un

certo senso le diciamo anche questo, al livello più

alto. Infatti la riconosciamo sempre giovane, perché

mai invecchiata dal peccato. C’è una sola cosa che

fa davvero invecchiare, invecchiare interiormente:

non l’età, ma il peccato. Il peccato rende vecchi,

perché sclerotizza il cuore. Lo chiude, lo rende inerte,

lo fa sfiorire. Ma la piena di grazia è vuota di

peccato. Allora è sempre giovane, è «più giovane

del peccato», è «la più giovane del genere umano»

(G. Bernanos, Diario di un curato di campagna, II,

1988, p. 175).

SEmPlicE, ma “tUtta bElla”

La Chiesa si complimenta con Maria chiamandola

tutta bella, tota pulchra. Come la sua giovinezza

non sta nell’età, così la sua bellezza non consiste

11

MARIA, MAMMA DI TUTTI

nell’esteriorità. Maria, come mostra il Vangelo, non

eccelle in apparenza: di semplice famiglia, viveva

umilmente a Nazaret, un paesino quasi sconosciuto.

E non era famosa: anche quando l’angelo la visitò

nessuno lo seppe, quel giorno non c’era lì alcun

reporter. La Madonna non ebbe nemmeno una

vita agiata, ma preoccupazioni e timori: fu «molto

turbata» (Lc 1,29), dice il Vangelo, e quando

l’angelo «si allontanò da lei» (Lc 1,38), i problemi

aumentarono.

Una vita bElla in aScolto di dio

Tuttavia, la piena di grazia ha vissuto una vita bella.

Qual era il suo segreto? Possiamo coglierlo guardando

ancora alla scena dell’Annunciazione. In molti dipinti

Maria è raffigurata seduta davanti all’angelo con un

piccolo libro in mano. Questo libro è la Scrittura.

Così Maria era solita ascoltare Dio e intrattenersi con

Lui. La Parola di Dio era il suo segreto: vicina al suo

cuore, prese poi carne nel suo grembo. Rimanendo

con Dio, dialogando con Lui in ogni circostanza,

Maria ha reso bella la sua vita. Non l’apparenza,

non ciò che passa, ma il cuore puntato verso Dio fa

bella la vita. Guardiamo oggi con gioia alla piena di

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PAPA FRANCESCO

grazia. Chiediamole di aiutarci a rimanere giovani,

dicendo “no” al peccato, e a vivere una vita bella,

dicendo “sì” a Dio.

avvolta dalla grazia, mamma immacolata

La Vergine Maria è chiamata anzitutto a gioire

per quanto il Signore ha compiuto in lei. La grazia

di Dio l’ha avvolta, rendendola degna di diventare

madre di Cristo. Quando Gabriele entra nella sua

casa, anche il mistero più profondo, che va oltre

ogni capacità della ragione, diventa per lei motivo

di gioia, motivo di fede, motivo di abbandono alla

parola che le viene rivelata. La pienezza della grazia

è in grado di trasformare il cuore, e lo rende capace

di compiere un atto talmente grande da cambiare

la storia dell’umanità.

La festa dell’Immacolata Concezione esprime la

grandezza dell’amore di Dio. Egli non solo è Colui

che perdona il peccato, ma in Maria giunge fino a

prevenire la colpa originaria, che ogni uomo porta

con sé entrando in questo mondo. È l’amore di Dio

che previene, che anticipa e che salva. […]

Se tutto rimanesse relegato al peccato saremmo

i più disperati tra le creature, mentre la promessa

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MARIA, MAMMA DI TUTTI

della vittoria dell’amore di Cristo rinchiude tutto

nella misericordia del Padre. La parola di Dio che

abbiamo ascoltato non lascia dubbi in proposito. La

Vergine Immacolata è dinanzi a noi testimone privilegiata

di questa promessa e del suo compimento.

l’annUncio Più imPortantE dElla noStra Storia

L’annuncio più importante della nostra storia:

l’annunciazione a Maria (cfr Lc 1,26-38) è un brano

denso, pieno di vita, e che mi piace leggere alla

luce di un altro annuncio: quello della nascita di

Giovanni Battista (cfr Lc 1,5-20). Due annunci che

si susseguono e che sono uniti; due annunci che,

comparati tra loro, ci mostrano quello che Dio ci

dona nel suo Figlio.

L’annunciazione di Giovanni Battista avviene

quando Zaccaria, sacerdote, pronto per dare inizio

all’azione liturgica entra nel Santuario del Tempio,

mentre tutta l’assemblea sta fuori in attesa. L’annunciazione

di Gesù, invece, avviene in un luogo

sperduto della Galilea, in una città periferica e

con una fama non particolarmente buona (cfr Gv

1,46), nell’anonimato della casa di una giovane

chiamata Maria.

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PAPA FRANCESCO

Un contrasto non di poco conto, che ci segnala

che il nuovo Tempio di Dio, il nuovo incontro

di Dio con il suo popolo avrà luogo in posti che

normalmente non ci aspettiamo, ai margini, in

periferia. Lì si daranno appuntamento, lì si incontreranno;

lì Dio si farà carne per camminare

insieme a noi fin dal seno di sua Madre. Ormai

non sarà più in un luogo riservato a pochi mentre

la maggioranza rimane fuori in attesa. Niente e

nessuno gli sarà indifferente, nessuna situazione

sarà privata della sua presenza: la gioia della salvezza

ha inizio nella vita quotidiana della casa di

una giovane di Nazaret.

Dio stesso è Colui che prende l’iniziativa e sceglie

di inserirsi, come ha fatto con Maria, nelle nostre

case, nelle nostre lotte quotidiane, colme di ansie

e insieme di desideri. Ed è proprio all’interno delle

nostre città, delle nostre scuole e università, delle

piazze e degli ospedali che si compie l’annuncio

più bello che possiamo ascoltare: «Rallegrati, il

Signore è con te!». Una gioia che genera vita, che

genera speranza, che si fa carne nel modo in cui

guardiamo al domani, nell’atteggiamento con cui

guardiamo gli altri. Una gioia che diventa solidarietà,

ospitalità, misericordia verso tutti. […]

Ci farà bene domandarci: come è possibile vivere

15

MARIA, MAMMA DI TUTTI

la gioia del Vangelo oggi all’interno delle nostre città?

È possibile la speranza cristiana in questa situazione,

qui e ora?

Queste due domande toccano la nostra identità,

la vita delle nostre famiglie, dei nostri paesi e delle

nostre città. Toccano la vita dei nostri figli, dei

nostri giovani ed esigono da parte nostra un nuovo

modo di situarci nella storia. […]

Di fronte allo smarrimento di Maria, davanti ai

nostri smarrimenti, tre sono le chiavi che l’Angelo

ci offre per aiutarci ad accettare la missione che ci

viene affidata.

Evocare la Memoria

La prima cosa che l’Angelo fa è evocare la memoria,

aprendo così il presente di Maria a tutta la storia

della Salvezza. Evoca la promessa fatta a Davide

come frutto dell’alleanza con Giacobbe. Maria è

figlia dell’Alleanza. Anche noi oggi siamo invitati a

fare memoria, a guardare il nostro passato per non

dimenticare da dove veniamo. Per non dimenticarci

dei nostri avi, dei nostri nonni e di tutto quello che

hanno passato per giungere dove siamo oggi. Questa

terra e la sua gente hanno conosciuto il dolore delle

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PAPA FRANCESCO

due guerre mondiali; e talvolta hanno visto la loro

meritata fama di laboriosità e civiltà inquinata da

sregolate ambizioni. La memoria ci aiuta a non rimanere

prigionieri di discorsi che seminano fratture

e divisioni come unico modo di risolvere i conflitti.

Evocare la memoria è il migliore antidoto a nostra

disposizione di fronte alle soluzioni magiche della

divisione e dell’estraniamento.

L’appartenenza al Popolo di Dio

La memoria consente a Maria di appropriarsi

della sua appartenenza al Popolo di Dio. Ci fa bene

ricordare che siamo membri del Popolo di Dio!

Milanesi, sì, Ambrosiani, certo, ma parte del grande

Popolo di Dio. Un popolo formato da mille volti,

storie e provenienze, un popolo multiculturale e

multietnico. Questa è una delle nostre ricchezze.

È un popolo chiamato a ospitare le differenze, a

integrarle con rispetto e creatività e a celebrare la

novità che proviene dagli altri; è un popolo che

non ha paura di abbracciare i confini, le frontiere;

è un popolo che non ha paura di dare accoglienza

a chi ne ha bisogno perché sa che lì è presente il

suo Signore.

17

MARIA, MAMMA DI TUTTI

La possibilità dell’impossibile

«Nulla è impossibile a Dio» (Lc 1,37): così termina

la risposta dell’Angelo a Maria. Quando crediamo

che tutto dipenda esclusivamente da noi

rimaniamo prigionieri delle nostre capacità, delle

nostre forze, dei nostri miopi orizzonti. Quando

invece ci disponiamo a lasciarci aiutare, a lasciarci

consigliare, quando ci apriamo alla grazia, sembra

che l’impossibile incominci a diventare realtà. Lo

sanno bene queste terre che, nel corso della loro

storia, hanno generato tanti carismi, tanti missionari,

tanta ricchezza per la vita della Chiesa! Tanti

volti che, superando il pessimismo sterile e divisore,

si sono aperti all’iniziativa di Dio e sono diventati

segno di quanto feconda possa essere una terra che

non si lascia chiudere nelle proprie idee, nei propri

limiti e nelle proprie capacità e si apre agli altri.

Una giovane con un segreto in cuore

Pensiamo a chi era la Vergine Maria: una ragazza

ebrea, che aspettava con tutto il cuore la redenzione

del suo popolo. Ma in quel cuore di giovane figlia

d’Israele c’era un segreto che lei stessa ancora non

18

PAPA FRANCESCO

conosceva: nel disegno d’amore di Dio era destinata

a diventare la Madre del Redentore. Nell’Annunciazione,

il Messaggero di Dio la chiama “piena di

grazia” e le rivela questo progetto. Maria risponde

“sì” e da quel momento la fede di Maria riceve una

luce nuova: si concentra su Gesù, il Figlio di Dio

che da lei ha preso carne e nel quale si compiono

le promesse di tutta la storia della salvezza. La fede

di Maria è il compimento della fede d’Israele, in

lei è proprio concentrato tutto il cammino, tutta la

strada di quel popolo che aspettava la redenzione, e

in questo senso è il modello della fede della Chiesa,

che ha come centro Cristo, incarnazione dell’amore

infinito di Dio.

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II

MADRE DI GESÙ

Una mamma non è Un nEgozio

La Madonna vuole portare anche a noi, a noi

tutti, il grande dono che è Gesù; e con Lui ci porta

il suo amore, la sua pace, la sua gioia. Così la

Chiesa è come Maria: la Chiesa non è un negozio,

non è un’agenzia umanitaria, la Chiesa non è una

Ong, la Chiesa è mandata a portare a tutti Cristo

e il suo Vangelo; non porta se stessa – se piccola, se

grande, se forte, se debole, la Chiesa porta Gesù e

deve essere come Maria quando è andata a visitare

Elisabetta. Cosa le portava Maria? Gesù. La Chiesa

porta Gesù: questo è il centro della Chiesa, portare

Gesù! Se per ipotesi, una volta succedesse che la

Chiesa non porta Gesù, quella sarebbe una Chiesa

morta! La Chiesa deve portare la carità di Gesù,

l’amore di Gesù, la carità di Gesù.

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PAPA FRANCESCO

Una mamma dà “alla lUcE”, maria dà la lUcE

Maria «diede alla luce il suo figlio primogenito,

lo avvolse in fasce e lo pose in una mangiatoia,

perché per loro non c’era posto nell’alloggio» (Lc

2,7). Con questa espressione semplice ma chiara,

Luca ci conduce al cuore di quella notte santa:

Maria diede alla luce, Maria ci ha dato la Luce. Un

racconto semplice per immergerci nell’avvenimento

che cambia per sempre la nostra storia. Tutto, in

quella notte, diventava fonte di speranza.

Per decreto dell’imperatore, Maria e Giuseppe si

erano visti obbligati a partire. Dovettero lasciare la

loro gente, la loro casa, la loro terra e mettersi in

cammino per essere censiti. Un tragitto per niente

comodo né facile per una giovane coppia che

stava per avere un bambino: si trovavano costretti

a lasciare la loro terra. Nel cuore erano pieni di

speranza e di futuro a causa del bambino che stava

per venire; i loro passi invece erano carichi delle

incertezze e dei pericoli propri di chi deve lasciare

la sua casa.

E poi si trovarono ad affrontare la cosa forse più

difficile: arrivare a Betlemme e sperimentare che

era una terra che non li aspettava, una terra dove

per loro non c’era posto.

21

MARIA, MAMMA DI TUTTI

E proprio lì, in quella realtà che era una sfida,

Maria ci ha regalato l’Emmanuele. Il Figlio di Dio

dovette nascere in una stalla perché i suoi non avevano

spazio per Lui. «Venne fra i suoi, e i suoi non

lo hanno accolto» (Gv 1,11). E lì… in mezzo all’oscurità

di una città che non ha spazio né posto per il

forestiero che viene da lontano, in mezzo all’oscurità

di una città in pieno movimento e che in questo caso

sembrerebbe volersi costruire voltando le spalle agli

altri, proprio lì si accende la scintilla rivoluzionaria

della tenerezza di Dio. A Betlemme si è creata una

piccola apertura per quelli che hanno perso la terra,

la patria, i sogni; persino per quelli che hanno ceduto

all’asfissia prodotta da una vita rinchiusa.

nEi PaSSi di maria E giUSEPPE, i PaSSi di molti

Nei passi di Giuseppe e Maria si nascondono tanti

passi. Vediamo le orme di intere famiglie che oggi

si vedono obbligate a partire. Vediamo le orme di

milioni di persone che non scelgono di andarsene

ma che sono obbligate a separarsi dai loro cari, sono

espulsi dalla loro terra. In molti casi questa partenza

è carica di speranza, carica di futuro; in molti altri,

questa partenza ha un nome solo: sopravvivenza.

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PAPA FRANCESCO

Sopravvivere agli Erode di turno che per imporre il

loro potere e accrescere le loro ricchezze non hanno

alcun problema a versare sangue innocente.

Maria e Giuseppe, per i quali non c’era posto,

sono i primi ad abbracciare Colui che viene a dare

a tutti noi il documento di cittadinanza. Colui che

nella sua povertà e piccolezza denuncia e manifesta

che il vero potere e l’autentica libertà sono quelli

che onorano e soccorrono la fragilità del più debole.

In quella notte, Colui che non aveva un posto per

nascere viene annunciato a quelli che non avevano

posto alle tavole e nelle vie della città. I pastori sono

i primi destinatari di questa Buona Notizia. Per il

loro lavoro, erano uomini e donne che dovevano

vivere ai margini della società. Le loro condizioni di

vita, i luoghi in cui erano obbligati a stare, impedivano

loro di osservare tutte le prescrizioni rituali di

purificazione religiosa e, perciò, erano considerati

impuri. La loro pelle, i loro vestiti, l’odore, il modo

di parlare, l’origine li tradiva. Tutto in loro generava

diffidenza. Uomini e donne da cui bisognava stare

lontani, avere timore; li si considerava pagani tra i

credenti, peccatori tra i giusti, stranieri tra i cittadini.

A loro – pagani, peccatori e stranieri – l’angelo

dice: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande

gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città

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MARIA, MAMMA DI TUTTI

di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo

Signore» (Lc 2,10-11).

Ecco la gioia che siamo invitati a condividere, a

celebrare e ad annunciare. La gioia con cui Dio,

nella sua infinita misericordia, ha abbracciato noi

pagani, peccatori e stranieri, e ci spinge a fare lo

stesso. […]

mamma di gESù E madrE di dio

Madre di Dio è il titolo più importante della

Madonna. Ma una domanda potrebbe sorgere:

perché diciamo Madre di Dio e non Madre di

Gesù? Alcuni, in passato, chiesero di limitarsi a

questo, ma la Chiesa ha affermato: Maria è Madre

di Dio. Dobbiamo essere grati perché in queste

parole è racchiusa una verità splendida su Dio e

su di noi. E cioè che, da quando il Signore si è

incarnato in Maria, da allora e per sempre, porta

la nostra umanità attaccata addosso. Non c’è più

Dio senza uomo: la carne che Gesù ha preso dalla

Madre è sua anche ora e lo sarà per sempre. Dire

Madre di Dio ci ricorda questo: Dio è vicino all’umanità

come un bimbo alla madre che lo porta

in grembo.

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PAPA FRANCESCO

mamma di Un dio chE Si fa comE noi

La parola madre (mater), rimanda anche alla parola

materia. Nella sua Madre, il Dio del cielo, il

Dio infinito si è fatto piccolo, si è fatto materia, per

essere non solo con noi, ma anche come noi. Ecco il

miracolo, ecco la novità: l’uomo non è più solo; mai

più orfano, è per sempre figlio. L’anno si apre con

questa novità. E noi la proclamiamo così, dicendo:

Madre di Dio! È la gioia di sapere che la nostra solitudine

è vinta. È la bellezza di saperci figli amati, di

sapere che questa nostra infanzia non ci potrà mai

essere tolta. È specchiarci nel Dio fragile e bambino

in braccio alla Madre e vedere che l’umanità è cara e

sacra al Signore. Perciò, servire la vita umana è servire

Dio e ogni vita, da quella nel grembo della madre a

quella anziana, sofferente e malata, a quella scomoda

e persino ripugnante, va accolta, amata e aiutata.

mamma E cUStodE

Lasciamoci ora guidare dal racconto del Natale

nel Vangelo di Luca. Della Madre di Dio si dice una

sola frase: «Custodiva tutte queste cose, meditandole

nel suo cuore» (Lc 2,19).

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MARIA, MAMMA DI TUTTI

Custodiva. Semplicemente custodiva. Maria non

parla: il Vangelo non riporta neanche una sua parola

in tutto il racconto del Natale. Anche in questo la

Madre è unita al Figlio: Gesù è infante, cioè “senza

parola”. Lui, il Verbo, la Parola di Dio che «molte

volte e in diversi modi nei tempi antichi aveva parlato

» (Eb 1,1), ora, nella «pienezza del tempo» (Gal

4,4), è muto. Il Dio davanti a cui si tace è un bimbo

che non parla. La sua maestà è senza parole, il suo

mistero di amore si svela nella piccolezza. Questa

piccolezza silenziosa è il linguaggio della sua regalità.

La Madre si associa al Figlio e custodisce nel silenzio.

E il silenzio ci dice che anche noi, se vogliamo

custodirci, abbiamo bisogno di silenzio. Abbiamo

bisogno di rimanere in silenzio guardando il presepe.

Perché davanti al presepe ci riscopriamo amati, assaporiamo

il senso genuino della vita. E guardando in

silenzio, lasciamo che Gesù parli al nostro cuore: che

la sua piccolezza smonti la nostra superbia, che la sua

povertà disturbi le nostre fastosità, che la sua tenerezza

smuova il nostro cuore insensibile. Ritagliare ogni

giorno un momento di silenzio con Dio è custodire

la nostra anima; è custodire la nostra libertà dalle

banalità corrosive del consumo e dagli stordimenti

della pubblicità, dal dilagare di parole vuote e dalle

onde travolgenti delle chiacchiere e del clamore.

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PAPA FRANCESCO

mamma chE mEdita la vita

Maria custodiva, prosegue il Vangelo, tutte queste

cose, meditandole. Quali erano queste cose? Erano

gioie e dolori: da una parte la nascita di Gesù,

l’amore di Giuseppe, la visita dei pastori, quella

notte di luce. Ma dall’altra: un futuro incerto, la

mancanza di una casa, «perché per loro non c’era

posto nell’alloggio» (Lc 2,7); la desolazione del rifiuto;

la delusione di aver dovuto far nascere Gesù

in una stalla. Speranze e angosce, luce e tenebra:

tutte queste cose popolavano il cuore di Maria. E lei,

che cosa ha fatto? Le ha meditate, cioè le ha passate

in rassegna con Dio nel suo cuore. Niente ha

tenuto per sé, niente ha rinchiuso nella solitudine

o affogato nell’amarezza, tutto ha portato a Dio.

Così ha custodito. Affidando si custodisce: non

lasciando la vita in preda alla paura, allo sconforto

o alla superstizione, non chiudendosi o cercando

di dimenticare, ma facendo di tutto un dialogo

con Dio. E Dio che ci ha a cuore, viene ad abitare

le nostre vite.

27

MARIA, MAMMA DI TUTTI

mamma nEl cUi cUorE battE

il cUorE dElla chiESa

Ecco i segreti della Madre di Dio: custodire nel

silenzio e portare a Dio. Ciò avveniva, conclude il

Vangelo, nel suo cuore. Il cuore invita a guardare al

centro della persona, degli affetti, della vita. Anche

noi, cristiani in cammino, all’inizio dell’anno sentiamo

il bisogno di ripartire dal centro, di lasciare

alle spalle i fardelli del passato e di ricominciare da

ciò che conta. Ecco oggi davanti a noi il punto di

partenza: la Madre di Dio. Perché Maria è come Dio

ci vuole, come vuole la sua Chiesa: Madre tenera,

umile, povera di cose e ricca di amore, libera dal

peccato, unita a Gesù, che custodisce Dio nel cuore

e il prossimo nella vita. Per ripartire, guardiamo alla

Madre. Nel suo cuore batte il cuore della Chiesa. Per

andare avanti occorre tornare indietro: ricominciare

dal presepe, dalla Madre che tiene in braccio Dio.

madrE chE inSEgna ad accogliErE

dio nElla noStra vita

La Vergine Maria ci insegna che cosa significa

vivere nello Spirito Santo e che cosa significa

28

PAPA FRANCESCO

accogliere la novità di Dio nella nostra vita. Lei

ha concepito Gesù per opera dello Spirito, e ogni

cristiano, ognuno di noi, è chiamato ad accogliere

la Parola di Dio, ad accogliere Gesù dentro di sé e

poi portarlo a tutti. Maria ha invocato lo Spirito

con gli Apostoli nel cenacolo: anche noi, ogni volta

che ci riuniamo in preghiera, siamo sostenuti dalla

presenza spirituale della Madre di Gesù, per ricevere

il dono dello Spirito e avere la forza di testimoniare

Gesù risorto.

29

III

MAMMA DI TUTTI

Chi guarda la Vergine Maria? Guarda tutti noi,

ciascuno di noi. E come ci guarda? Ci guarda come

Madre, con tenerezza, con misericordia, con amore.

Così ha guardato il figlio Gesù, in tutti i momenti

della sua vita, gioiosi, luminosi, dolorosi, gloriosi,

come contempliamo nei Misteri del Santo Rosario,

semplicemente con amore.

Quando siamo stanchi, scoraggiati, schiacciati

dai problemi, guardiamo a Maria, sentiamo il suo

sguardo che dice al nostro cuore: “Forza, figlio, ci

sono io che ti sostengo!”. La Madonna ci conosce

bene, è mamma, sa bene quali sono le nostre gioie

e le nostre difficoltà, le nostre speranze e le nostre

delusioni. Quando sentiamo il peso delle nostre

debolezze, dei nostri peccati, guardiamo a Maria,

che dice al nostro cuore: “Rialzati, va’ da mio Figlio

Gesù, in Lui troverai accoglienza, misericordia e

nuova forza per continuare il cammino”.

30

PAPA FRANCESCO

maria Sa di coSa abbiamo biSogno

Nel miracolo delle Nozze di Cana, la Madonna

si rivolge ai servi e dice loro: «Qualsiasi cosa vi

dica, fatela», e Gesù ordina ai servi di riempire di

acqua le anfore e l’acqua diventa vino, migliore di

quello servito fino ad allora (cfr Gv 2,5-10). Questo

intervento di Maria presso il suo Figlio mostra

la cura della Madre verso gli uomini. È una cura

attenta ai nostri bisogni più veri: Maria sa di che

cosa abbiamo bisogno! Lei si prende cura di noi,

intercedendo presso Gesù e chiedendo per ciascuno

il dono del “vino nuovo”, cioè l’amore, la grazia

che ci salva. Lei intercede sempre e prega per noi,

specialmente nell’ora della difficoltà e della debolezza,

nell’ora dello sconforto e dello smarrimento,

soprattutto nell’ora del peccato. Per questo, nella

preghiera dell’Ave Maria, le chiediamo: «Prega per

noi, peccatori».

Una madrE donata a noi

Il nostro cammino di fede è legato in modo indissolubile

a Maria da quando Gesù, morente sulla

croce, ce l’ha donata come Madre dicendo: «Ecco

31

MARIA, MAMMA DI TUTTI

tua madre!» (Gv 19,27). Queste parole hanno il

valore di un testamento e danno al mondo una

Madre. Da quel momento la Madre di Dio è diventata

anche Madre nostra! Nell’ora in cui la fede

dei discepoli veniva incrinata da tante difficoltà e

incertezze, Gesù li affidava a Colei che era stata

la prima a credere, e la cui fede non sarebbe mai

venuta meno. E la “donna” diventa Madre nostra

nel momento in cui perde il Figlio divino. Il suo

cuore ferito si dilata per fare posto a tutti gli uomini,

buoni e cattivi, tutti, e li ama come li amava

Gesù. La donna che alle nozze di Cana di Galilea

aveva dato la sua cooperazione di fede per la manifestazione

delle meraviglie di Dio nel mondo,

al calvario tiene accesa la fiamma della fede nella

risurrezione del Figlio, e la comunica con affetto

materno agli altri. Maria diventa così sorgente di

speranza e di gioia vera!

mamma chE aScolta

Tre parole sintetizzano l’atteggiamento di Maria:

ascolto, decisone, azione. Sono parole che indicano

una strada anche per noi di fronte a ciò che ci chiede

il Signore nella vita. Ascolto, decisione, azione.

32

PAPA FRANCESCO

Ascolto. Da dove nasce il gesto di Maria di andare

dalla parente Elisabetta? Da una parola dell’Angelo

di Dio: «Elisabetta tua parente, nella sua vecchiaia

ha concepito anch’essa un figlio…» (Lc 1,36). Maria

sa ascoltare Dio. Attenzione: non è un semplice

“udire”, un udire superficiale, ma è l’“ascolto” fatto

di attenzione, di accoglienza, di disponibilità verso

Dio. Non è il modo distratto con cui a volte noi ci

mettiamo di fronte al Signore o agli altri: udiamo

le parole, ma non ascoltiamo veramente. Maria è

attenta a Dio, ascolta Dio.

Ma Maria ascolta anche i fatti, legge cioè gli eventi

della sua vita, è attenta alla realtà concreta e non

si ferma alla superficie, ma va nel profondo, per

coglierne il significato. La parente Elisabetta, che è

già anziana, aspetta un figlio: questo è il fatto. Ma

Maria è attenta al significato, lo sa cogliere: «Nulla

è impossibile a Dio» (Lc 1,37).

Questo vale anche nella nostra vita: ascolto di Dio

che ci parla, e ascolto anche della realtà quotidiana,

attenzione alle persone, ai fatti perché il Signore è

alla porta della nostra vita e bussa in molti modi,

pone segni nel nostro cammino; a noi dà la capacità

di vederli. Maria è la madre dell’ascolto, ascolto

attento di Dio e ascolto altrettanto attento degli

avvenimenti della vita.

33

MARIA, MAMMA DI TUTTI

mamma chE dEcidE

La seconda parola: decisione. Maria non vive

“di fretta”, con affanno, ma, come sottolinea san

Luca, «meditava tutte queste cose nel suo cuore»

(cfr Lc 2,19.51). E anche nel momento decisivo

dell’Annunciazione dell’Angelo, Ella chiede: «Come

avverrà questo?» (Lc 1,34). Ma non si ferma neppure

al momento della riflessione; fa un passo avanti: decide.

Non vive di fretta, ma solo quando è necessario

“va in fretta”. Maria non si lascia trascinare dagli

eventi, non evita la fatica della decisione. E questo

avviene sia nella scelta fondamentale che cambierà

la sua vita: «Eccomi sono la serva del Signore…»

(cfr Lc 1,38), sia nelle scelte più quotidiane, ma

ricche anch’esse di significato. Mi viene in mente

l’episodio delle nozze di Cana (cfr Gv 2,1-11): anche

qui si vede il realismo, l’umanità, la concretezza di

Maria, che è attenta ai fatti, ai problemi; vede e

comprende la difficoltà di quei due giovani sposi

ai quali viene a mancare il vino della festa, riflette e

sa che Gesù può fare qualcosa, e decide di rivolgersi

al Figlio perché intervenga: «Non hanno più vino»

(cfr v. 3). Decide.

Nella vita è difficile prendere decisioni, spesso

tendiamo a rimandarle, a lasciare che altri decidano

34

PAPA FRANCESCO

al nostro posto, spesso preferiamo lasciarci trascinare

dagli eventi, seguire la moda del momento; a volte

sappiamo quello che dobbiamo fare, ma non ne

abbiamo il coraggio o ci pare troppo difficile perché

vuol dire andare controcorrente. Maria nell’Annunciazione,

nella Visitazione, alle nozze di Cana va

controcorrente, Maria va controcorrente; si pone

in ascolto di Dio, riflette e cerca di comprendere

la realtà, e decide di affidarsi totalmente a Dio,

decide di visitare, pur essendo incinta, l’anziana

parente, decide di affidarsi al Figlio con insistenza

per salvare la gioia delle nozze.

mamma chE agiScE

Nella preghiera, davanti a Dio che parla, nel riflettere

e meditare sui fatti della sua vita, Maria

non ha fretta, non si lascia prendere dal momento,

non si lascia trascinare dagli eventi. Ma quando

ha chiaro che cosa Dio le chiede, ciò che deve

fare, non indugia, non ritarda, ma va “in fretta”.

Sant’Ambrogio commenta: «La grazia dello Spirito

Santo non comporta lentezze». L’agire di Maria è

una conseguenza della sua obbedienza alle parole

dell’Angelo, ma unita alla carità: va da Elisabetta

35

MARIA, MAMMA DI TUTTI

per rendersi utile; e in questo uscire dalla sua casa,

da se stessa, per amore, porta quanto ha di più

prezioso: Gesù; porta il Figlio.

A volte, anche noi ci fermiamo all’ascolto, alla

riflessione su ciò che dovremmo fare, forse abbiamo

anche chiara la decisione che dobbiamo prendere,

ma non facciamo il passaggio all’azione. E soprattutto

non mettiamo in gioco noi stessi muovendoci

“in fretta” verso gli altri per portare loro il nostro

aiuto, la nostra comprensione, la nostra carità; per

portare anche noi, come Maria, ciò che abbiamo

di più prezioso e che abbiamo ricevuto, Gesù e

il suo Vangelo, con la parola e soprattutto con la

testimonianza concreta del nostro agire.

mamma chE inSEgna la libErtà

La vera libertà si trova nell’accoglienza amorosa

della volontà del Padre. Da Maria, piena di grazia,

impariamo che la libertà cristiana è qualcosa di più

della semplice liberazione dal peccato. È la libertà

che apre a un nuovo modo spirituale di considerare

le realtà terrene, la libertà di amare Dio e i fratelli e

le sorelle con un cuore puro e di vivere nella gioiosa

speranza della venuta del Regno di Cristo. […]

36

PAPA FRANCESCO

Uniti a tutta la Chiesa sparsa nel mondo, guardiamo

a Maria come Madre della nostra speranza.

Il suo cantico di lode ci ricorda che Dio non dimentica

mai le sue promesse di misericordia (cfr

Lc 1,54-55). Maria è beata perché «ha creduto

nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto»

(Lc 1,45). In lei tutte le promesse divine si sono

dimostrate veritiere. Intronizzata nella gloria, ci

mostra che la nostra speranza è reale; e fin d’ora

tale speranza si protende «come un’ancora sicura

e salda per la nostra vita» (Eb 6,19) là dove Cristo

è assiso nella gloria.

Questa speranza, cari fratelli e sorelle, la speranza

offerta dal Vangelo, è l’antidoto contro lo spirito di

disperazione che sembra crescere come un cancro

in mezzo alla società che è esteriormente ricca,

ma tuttavia spesso sperimenta interiore amarezza

e vuoto. A quanti nostri giovani tale disperazione

ha fatto pagare il suo tributo! Possano i giovani,

con la loro gioia e la loro fiducia, non essere mai

derubati della loro speranza!

Rivolgiamoci a Maria, Madre di Dio, e imploriamo

la grazia di essere gioiosi nella libertà dei

figli di Dio, di usare tale libertà in modo saggio

per servire i nostri fratelli e sorelle, e di vivere e

operare in modo da essere segni di speranza, quella

37

MARIA, MAMMA DI TUTTI

speranza che troverà il suo compimento nel Regno

eterno, là dove regnare è servire.

mamma chE aiUta a crEScErE

Una mamma aiuta i figli a crescere e vuole che

crescano bene; per questo li educa a non cedere alla

pigrizia – che deriva anche da un certo benessere –,

a non adagiarsi in una vita comoda che si accontenta

di avere solo delle cose. La mamma ha cura dei figli

perché crescano sempre di più, crescano forti, capaci

di prendersi responsabilità, di impegnarsi nella vita,

di tendere a grandi ideali. Il Vangelo di san Luca dice

che, nella famiglia di Nazaret, Gesù «cresceva e si

fortificava, pieno di sapienza, e la grazia di Dio era

su di lui» (Lc 2,40). La Madonna fa proprio questo

in noi, ci aiuta a crescere umanamente e nella fede,

ad essere forti e non cedere alla tentazione dell’essere

uomini e cristiani in modo superficiale, ma a vivere

con responsabilità, a tendere sempre più in alto.

Una mamma poi pensa alla salute dei figli educandoli

anche ad affrontare le difficoltà della vita. Non

si educa, non si cura la salute evitando i problemi,

come se la vita fosse un’autostrada senza ostacoli.

La mamma aiuta i figli a guardare con realismo

38

PAPA FRANCESCO

i problemi della vita e a non perdersi in essi, ma

ad affrontarli con coraggio, a non essere deboli, e

a saperli superare, in un sano equilibrio che una

madre “sente” tra gli ambiti di sicurezza e le zone di

rischio. E questo una mamma sa farlo! Non porta

sempre il figlio sulla strada della sicurezza, perché

in questa maniera il figlio non può crescere, ma

anche non lo lascia soltanto sulla strada del rischio,

perché è pericoloso. Una mamma sa bilanciare le

cose. Una vita senza sfide non esiste, e un ragazzo

o una ragazza che non sa affrontarle mettendosi in

gioco, è un ragazzo e una ragazza senza spina dorsale!

Ricordiamo la parabola del buon samaritano:

Gesù non propone il comportamento del sacerdote

e del levita, che evitano di soccorrere colui che era

incappato nei briganti, ma il samaritano che vede

la situazione di quell’uomo e la affronta in maniera

concreta, anche con rischi. Maria ha vissuto molti

momenti non facili nella sua vita, dalla nascita di

Gesù, quando «per loro non c’era posto nell’alloggio

» (Lc 2,7), fino al Calvario (cfr Gv19,25). E come

una buona madre ci è vicina, perché non perdiamo

mai il coraggio di fronte alle avversità della vita, di

fronte alla nostra debolezza, di fronte ai nostri peccati:

ci dà forza, ci indica il cammino di suo Figlio.

Gesù dalla croce dice a Maria, indicando Giovanni:

39

MARIA, MAMMA DI TUTTI

«Donna, ecco tuo figlio!» e a Giovanni: «Ecco tua

madre!» (cfr Gv 19,26-27). In quel discepolo tutti

noi siamo rappresentati: il Signore ci affida nelle

mani piene di amore e di tenerezza della Madre,

perché sentiamo il suo sostegno nell’affrontare e

vincere le difficoltà del nostro cammino umano e

cristiano; non avere paura delle difficoltà, affrontarle

con l’aiuto della mamma.

non Siamo orfani!

Quando un cristiano mi dice, non che non ama

la Madonna, ma che non gli viene di cercare la

Madonna o di pregare la Madonna, io mi sento

triste. Ricordo una volta, quasi quarant’anni fa,

ero in Belgio, in un convegno, e c’era una coppia

di catechisti, professori universitari ambedue, con

figli, una bella famiglia, e parlavano di Gesù Cristo

tanto bene. E a un certo punto ho detto: «E

la devozione alla Madonna?» «Ma noi abbiamo

superato questa tappa. Noi conosciamo tanto Gesù

Cristo che non abbiamo bisogno della Madonna».

E quello che mi è venuto in mente e nel cuore è

stato: “Mah… poveri orfani!”. È così, no? Perché

un cristiano senza la Madonna è orfano. Anche un

40

PAPA FRANCESCO

cristiano senza Chiesa è un orfano. Un cristiano ha

bisogno di queste due donne, due donne madri, due

donne vergini: la Chiesa e la Madonna. E per fare

il “test” di una vocazione cristiana giusta, bisogna

domandarsi: “Come va il mio rapporto con queste

due Madri che ho?”, con la madre Chiesa e con la

madre Maria. Questo non è un pensiero di “pietà”,

no, è teologia pura. Questa è teologia. Come va

il mio rapporto con la Chiesa, con la mia madre

Chiesa, con la santa madre Chiesa gerarchica? E

come va il mio rapporto con la Madonna, che è la

mia Mamma, mia Madre?

PrEgarE maria non è galatEo,

ma ESigEnza dElla vita criStiana

La devozione a Maria non è galateo spirituale,

è un’esigenza della vita cristiana. Guardando alla

Madre siamo incoraggiati a lasciare tante zavorre

inutili e a ritrovare ciò che conta. Il dono della

Madre, il dono di ogni madre e di ogni donna è

tanto prezioso per la Chiesa, che è madre e donna.

E mentre l’uomo spesso astrae, afferma e impone

idee, la donna, la madre, sa custodire, collegare nel

cuore, vivificare. Perché la fede non si riduca solo

41

MARIA, MAMMA DI TUTTI

a idea o a dottrina, abbiamo bisogno, tutti, di un

cuore di madre, che sappia custodire la tenerezza

di Dio e ascoltare i palpiti dell’uomo.

madrE chE comPrEndE il SEnSo di tUttE lE coSE

Maria, la madre che ebbe cura di Gesù, ora si

prende cura con affetto e dolore materno di questo

mondo ferito. Così come pianse con il cuore trafitto

la morte di Gesù, ora ha compassione della sofferenza

dei poveri crocifissi e delle creature di questo

mondo sterminate dal potere umano. Ella vive con

Gesù completamente trasfigurata, e tutte le creature

cantano la sua bellezza. È la Donna «vestita di sole,

con la luna sotto i piedi e una corona di dodici stelle

sul suo capo» (Ap 12,1). Elevata al cielo, è Madre e

Regina di tutto il creato. Nel suo corpo glorificato,

insieme a Cristo risorto, parte della creazione ha

raggiunto tutta la pienezza della sua bellezza. Lei non

solo conserva nel suo cuore tutta la vita di Gesù, che

«custodiva» con cura (cfr Lc 2,19.51), ma ora anche

comprende il senso di tutte le cose. Perciò possiamo

chiederle che ci aiuti a guardare questo mondo con

occhi più sapienti.

43

IV

MEDITIAMO L’AVE MARIA

avE maria

Recitando l’Ave Maria, noi siamo condotti a

contemplare i misteri di Gesù, a riflettere cioè sui

momenti centrali della sua vita, perché, come per

Maria e per san Giuseppe, Egli sia il centro dei

nostri pensieri, delle nostre attenzioni e delle nostre

azioni. Sarebbe bello se si recitasse assieme in famiglia,

con gli amici, in parrocchia, il santo Rosario

o qualche preghiera a Gesù e alla Vergine Maria!

La preghiera fatta assieme è un pregare di più in

famiglia e come famiglia!

PiEna di grazia

L’Angelo Gabriele chiama Maria «piena di grazia

» (Lc 1,28): in lei non c’è spazio per il peccato,

perché Dio l’ha prescelta da sempre quale madre

di Gesù e l’ha preservata dalla colpa originale. E

44

PAPA FRANCESCO

Maria corrisponde alla grazia e vi si abbandona

dicendo all’Angelo: «Avvenga per me secondo la

tua parola» (v. 38). Non dice: “Io farò secondo

la tua parola”: no! Ma: «Avvenga per me…». E il

Verbo si è fatto carne nel suo grembo. Anche a noi

è chiesto di ascoltare Dio che ci parla e di accogliere

la sua volontà; secondo la logica evangelica niente

è più operoso e fecondo che ascoltare e accogliere

la Parola del Signore, che viene dal Vangelo, dalla

Bibbia. Il Signore ci parla sempre!

il SignorE è con tE

Quello che è avvenuto nella Vergine Madre in

modo unico, accade a livello spirituale anche in noi

quando accogliamo la Parola di Dio con cuore buono

e sincero e la mettiamo in pratica. Succede come se

Dio prendesse carne in noi, Egli viene ad abitare in

noi, perché prende dimora in coloro che lo amano

e osservano la sua Parola. Non è facile capire questo,

ma, sì, è facile sentirlo nel cuore.

Pensiamo che l’incarnazione di Gesù sia un fatto

solo del passato, che non ci coinvolge personalmente?

Credere in Gesù significa offrirgli la nostra carne,

con l’umiltà e il coraggio di Maria, perché Lui possa

45

MARIA, MAMMA DI TUTTI

continuare ad abitare in mezzo agli uomini; significa

offrirgli le nostre mani per accarezzare i piccoli e i poveri;

i nostri piedi per camminare incontro ai fratelli;

le nostre braccia per sostenere chi è debole e lavorare

nella vigna del Signore; la nostra mente per pensare

e fare progetti alla luce del Vangelo; e, soprattutto,

offrire il nostro cuore per amare e prendere decisioni

secondo la volontà di Dio. Tutto questo avviene

grazie all’azione dello Spirito Santo. E così, siamo

gli strumenti di Dio perché Gesù agisca nel mondo

attraverso di noi.

tU SEi bEnEdEtta fra lE donnE

Come ha vissuto Maria questa fede? L’ha vissuta

nella semplicità delle mille occupazioni e preoccupazioni

quotidiane di ogni mamma, come provvedere

il cibo, il vestito, la cura della casa… Proprio questa

esistenza normale della Madonna fu il terreno

dove si svolse un rapporto singolare e un dialogo

profondo tra lei e Dio, tra lei e il suo Figlio. Il “sì”

di Maria, già perfetto all’inizio, è cresciuto fino

all’ora della Croce. Lì la sua maternità si è dilatata

abbracciando ognuno di noi, la nostra vita, per guidarci

al suo Figlio. Maria è vissuta sempre immersa

46

PAPA FRANCESCO

nel mistero del Dio fatto uomo, come sua prima

e perfetta discepola, meditando ogni cosa nel suo

cuore alla luce dello Spirito Santo, per comprendere

e mettere in pratica tutta la volontà di Dio.

E bEnEdEtto il frUtto dEl tUo SEno, gESù

L’atteggiamento di Maria di Nazaret ci mostra

che l’essere viene prima del fare, e che occorre lasciar

fare a Dio per essere veramente come Lui ci vuole.

È Lui che fa in noi tante meraviglie. Maria è ricettiva,

ma non passiva. Come, a livello fisico, riceve

la potenza dello Spirito Santo ma poi dona carne e

sangue al Figlio di Dio che si forma in Lei, così, sul

piano spirituale, accoglie la grazia e corrisponde ad

essa con la fede. Per questo sant’Agostino afferma

che la Vergine «ha concepito prima nel cuore che

nel grembo». Ha concepito prima la fede e poi il

Signore.

Santa maria

Anche alle nozze di Cana, Maria è la madre della

speranza, che la rende attenta e sollecita alle cose

47

MARIA, MAMMA DI TUTTI

umane. Con l’inizio della vita pubblica, Gesù diventa

il Maestro e il Messia: la Madonna guarda

la missione del Figlio con esultanza ma anche con

apprensione, perché Gesù diventa sempre più quel

segno di contraddizione che il vecchio Simeone le

aveva preannunciato. Ai piedi della croce, è donna

del dolore e al contempo della vigilante attesa di

un mistero, più grande del dolore, che sta per compiersi.

Tutto sembra veramente finito; ogni speranza

potrebbe dirsi spenta. Anche lei, in quel momento,

ricordando le promesse dell’annunciazione avrebbe

potuto dire: non si sono avverate, sono stata

ingannata. Ma non lo ha detto. Eppure lei, beata

perché ha creduto, da questa sua fede vede sbocciare

il futuro nuovo e attende con speranza il domani

di Dio. A volte penso: noi sappiamo aspettare il

domani di Dio? O vogliamo l’oggi? Il domani di

Dio per lei è l’alba del mattino di Pasqua, di quel

giorno primo della settimana. Ci farà bene pensare,

nella contemplazione, all’abbraccio del figlio con la

madre. L’unica lampada accesa al sepolcro di Gesù

è la speranza della madre, che in quel momento è

la speranza di tutta l’umanità.

48

PAPA FRANCESCO

madrE di dio

La Madre del Redentore ci precede e continuamente

ci conferma nella fede, nella vocazione e

nella missione. Con il suo esempio di umiltà e

di disponibilità alla volontà di Dio ci aiuta a tradurre

la nostra fede in un annuncio del Vangelo

gioioso e senza frontiere. Così la nostra missione

sarà feconda, perché è modellata sulla maternità di

Maria. A Lei affidiamo il nostro itinerario di fede,

i desideri del nostro cuore, le nostre necessità, i

bisogni del mondo intero, specialmente la fame e la

sete di giustizia e di pace e di Dio; e la invochiamo

tutti insieme, e vi invito ad invocarla per tre volte,

imitando quei fratelli di Efeso, dicendole “Madre

di Dio”: Madre di Dio! Madre di Dio! Madre di

Dio! Amen.

PrEga PEr noi PEccatori, adESSo…

Io ricordo una volta, nel santuario di Luján, ero

nel confessionale, davanti al quale c’era una coda

lunga. C’era anche un ragazzotto tutto moderno,

con gli orecchini, i tatuaggi, tutte queste cose…

Ed è venuto per dirmi cosa gli succedeva. Era un

49

MARIA, MAMMA DI TUTTI

problema grosso, difficile. E mi ha detto: io ho

raccontato tutto questo alla mia mamma e mia

mamma mi ha detto: vai dalla Madonna e lei ti

dirà cosa devi fare. Ecco una donna che aveva il

dono del consiglio. Non sapeva come uscire dal

problema del figlio, ma ha indicato la strada giusta:

vai dalla Madonna e lei ti dirà. Questo è il dono

del consiglio. Quella donna umile, semplice, ha

dato al figlio il consiglio più vero. Infatti questo

ragazzo mi ha detto: ho guardato la Madonna e ho

sentito che devo fare questo, questo e questo… Io

non ho dovuto parlare, avevano già detto tutto la

sua mamma e il ragazzo stesso. Questo è il dono

del consiglio. Voi mamme che avete questo dono,

chiedetelo per i vostri figli. Il dono di consigliare

i figli è un dono di Dio.

… E nEll’ora dElla noStra mortE

Affidiamoci a Maria, perché Lei come madre del

nostro fratello primogenito, Gesù, ci insegni ad

avere il suo stesso spirito materno nei confronti dei

nostri fratelli, con la capacità sincera di accogliere,

di perdonare, di dare forza e di infondere fiducia

e speranza. È questo quello che fa una mamma.

50

PAPA FRANCESCO

Il cammino di Maria verso il Cielo è cominciato

da quel “sì” pronunciato a Nazaret, in risposta al

Messaggero celeste che le annunciava la volontà di

Dio per lei. E in realtà è proprio così: ogni “sì” a

Dio è un passo verso il Cielo, verso la vita eterna.

Perché questo vuole il Signore: che tutti i suoi figli

abbiano la vita in abbondanza! Dio ci vuole tutti

con sé, nella sua casa!

Affidiamo la nostra lode alle mani della Vergine

Maria. Lei, la più umile tra le creature, grazie a

Cristo è già arrivata alla meta del pellegrinaggio

terreno: è già nella gloria della Trinità. Per questo

Maria nostra Madre, la Madonna, risplende per

noi come segno di sicura speranza. È la Madre

della speranza; nel nostro cammino, nella nostra

strada, Lei è la Madre della speranza. È la Madre

anche che ci consola, la Madre della consolazione

e la Madre che ci accompagna nel cammino.

amEn

Il nostro itinerario di fede è uguale a quello di Maria,

per questo la sentiamo particolarmente vicina

a noi! Per quanto riguarda la fede, che è il cardine

della vita cristiana, la Madre di Dio ha condiviso la

51

MARIA, MAMMA DI TUTTI

nostra condizione, ha dovuto camminare sulle stesse

strade frequentate da noi, a volte difficili e oscure,

ha dovuto avanzare nel «pellegrinaggio della fede».

Il nostro cammino di fede è legato in modo indissolubile

a Maria da quando Gesù, morente sulla

croce, ce l’ha donata come Madre dicendo: «Ecco

tua madre!» (Gv 19,27). Queste parole hanno il

valore di un testamento e danno al mondo una

Madre. Da quel momento la Madre di Dio è diventata

anche Madre nostra! Nell’ora in cui la fede

dei discepoli veniva incrinata da tante difficoltà e

incertezze, Gesù li affidava a Colei che era stata

la prima a credere, e la cui fede non sarebbe mai

venuta meno. E la “donna” diventa Madre nostra

nel momento in cui perde il Figlio divino. Il suo

cuore ferito si dilata per fare posto a tutti gli uomini,

buoni e cattivi, tutti, e li ama come li amava

Gesù. La donna che alle nozze di Cana di Galilea

aveva dato la sua cooperazione di fede per la manifestazione

delle meraviglie di Dio nel mondo,

al calvario tiene accesa la fiamma della fede nella

risurrezione del Figlio, e la comunica con affetto

materno agli altri. Maria diventa così sorgente di

speranza e di gioia vera!

PREGHIERE

A MARIA

55

QUANDO CI È DIFFICILE

METTERCI IN CAMMINO

Maria, donna dell’ascolto,

rendi aperti i nostri orecchi;

fa’ che sappiamo ascoltare la Parola del tuo Figlio Gesù

tra le mille parole di questo mondo;

fa’ che sappiamo ascoltare la realtà in cui viviamo,

ogni persona che incontriamo,

specialmente quella che è povera,

bisognosa, in difficoltà.

Maria, donna della decisione,

illumina la nostra mente e il nostro cuore,

perché sappiamo obbedire alla Parola

del tuo Figlio Gesù, senza tentennamenti;

donaci il coraggio della decisione,

di non lasciarci trascinare

perché altri orientino la nostra vita.

Maria, donna dell’azione,

fa’ che le nostre mani e i nostri piedi

si muovano “in fretta” verso gli altri,

per portare la carità e l’amore del tuo Figlio Gesù,

per portare, come te, nel mondo la luce del Vangelo.

Amen.

(31 maggio 2013)

56

ALLA MADONNA DI BONARIA,

NEI GIORNI DELLA PROVA

Beatissima Vergine e Nostra Signora di Bonaria,

a te, con tanta fiducia,

consacro ognuno dei tuoi figli.

Tu ci conosci e noi sappiamo che ci vuoi molto bene.

Oggi, dopo aver adorato il tuo Figlio Gesù Cristo,

nostro fratello maggiore e nostro Dio,

ti chiedo di volgere il tuo sguardo su tutti e su ognuno.

Ti prego per ogni famiglia

di questa città e di questa regione.

Ti invoco per i fanciulli e per i giovani,

per gli anziani e per gli ammalati;

per quelli che sono soli

e per quelli che sono in carcere;

per quelli che hanno fame

e per coloro che non hanno lavoro;

per quelli che hanno perso la speranza

e per coloro che non hanno fede.

Ti supplico anche per i governanti e per gli educatori.

Madre nostra, custodisci tutti con tenerezza

e donaci la tua forza e tanta consolazione.

Siamo tuoi figli: ci poniamo sotto la tua protezione.

Non lasciarci soli nel momento del dolore

e della prova.

57

Confidiamo nel tuo cuore materno

e ti consacriamo tutto ciò che siamo e possediamo.

E soprattutto, Madre dolcissima, mostraci Gesù

e insegnaci a fare sempre e solo quello che Lui ci dirà.

Amen.

(22 settembre 2013)

58

ATTO DI CONSACRAZIONE

A NOSTRA SIGNORA, RECITATO

NEL SANTUARIO DI APARECIDA

Maria Santissima per i meriti di Nostro Signore

Gesù Cristo,

nella vostra amata immagine di Aparecida,

diffondete innumerevoli benefici su tutto il mondo.

Io, per quanto indegno di fare parte del numero

dei vostri figli e figlie,

ma colmo del desiderio di partecipare dei benefici

della vostra misericordia,

prostrato ai vostri piedi, vi consacro

il mio intendimento,

perché possa sempre pensare all’amore che meritate;

vi consacro la mia lingua perché sempre vi possa lodare

e diffondere la vostra devozione;

vi consacro il mio cuore, perché,

dopo Dio, io vi ami sopra ogni cosa.

Ricevetemi, Regina incomparabile,

voi che il Cristo crocifisso ci ha dato per Madre,

nel numero benedetto dei vostri figli e figlie;

accoglietemi sotto la vostra protezione;

soccorretemi in tutte le mie necessità,

spirituali e temporali,

soprattutto nell’ora della mia morte.

59

Beneditemi, celestiale cooperatrice,

e per mezzo della vostra potente intercessione,

rafforzatemi nella mia debolezza,

affinché, servendovi fedelmente in questa vita,

possa lodarvi, amarvi e rendervi grazie nei cieli,

per tutta l’eternità. Così sia!

(24 luglio 2013)

60

PER I CORAGGIOSI

E GLI INDIFESI

O Maria, Madre nostra Immacolata,

nel giorno della tua festa vengo a Te,

e non vengo solo:

porto con me tutti coloro che il tuo Figlio

mi ha affidato,

in questa Città di Roma e nel mondo intero,

perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli.

Ti porto, Madre, i bambini,

specialmente quelli soli, abbandonati,

e che per questo vengono ingannati e sfruttati.

Ti porto, Madre, le famiglie,

che mandano avanti la vita e la società

con il loro impegno quotidiano e nascosto;

in modo particolare le famiglie che fanno più fatica

per tanti problemi interni ed esterni.

Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne,

e ti affido soprattutto chi, per necessità,

si sforza di svolgere un lavoro indegno

e chi il lavoro l’ha perso o non riesce a trovarlo.

Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato,

per ritrovare la capacità di guardare le persone e le cose

con rispetto e riconoscenza,

senza interessi egoistici o ipocrisie.

Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato,

61

per amare in maniera gratuita,

senza secondi fini ma cercando il bene dell’altro,

con semplicità e sincerità,

rinunciando a maschere e trucchi.

Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate,

per accarezzare con tenerezza,

per toccare la carne di Gesù

nei fratelli poveri, malati, disprezzati,

per rialzare chi è caduto e sostenere chi vacilla.

Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati,

per andare incontro a chi non sa fare il primo passo,

per camminare sui sentieri di chi è smarrito,

per andare a trovare le persone sole.

Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi

libera da ogni macchia di peccato,

Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio,

c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi,

c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova.

Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento,

ma, confidando nel tuo costante aiuto,

ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi,

questa Città e il mondo intero.

Prega per noi, Santa Madre di Dio!

(8 dicembre 2016)

62

PER PREGARE COME POPOLO

NEI MOMENTI DI CRISI

Madre del silenzio, che custodisce

il mistero di Dio,

liberaci dall’idolatria del presente,

a cui si condanna chi dimentica.

Purifica gli occhi dei Pastori

con il collirio della memoria:

torneremo alla freschezza delle origini,

per una Chiesa orante e penitente.

Madre della bellezza, che fiorisce

dalla fedeltà al lavoro quotidiano,

destaci dal torpore della pigrizia,

della meschinità e del disfattismo.

Rivesti i Pastori di quella compassione

che unifica e integra:

scopriremo la gioia di una Chiesa serva,

umile e fraterna.

Madre della tenerezza, che avvolge

di pazienza e di misericordia,

aiutaci a bruciare tristezze, impazienze e rigidità

di chi non conosce appartenenza.

63

Intercedi presso tuo Figlio

perché siano agili le nostre mani,

i nostri piedi e i nostri cuori:

edificheremo la Chiesa con la verità nella carità.

Madre, saremo il Popolo di Dio,

pellegrinante verso il Regno.

Amen.

(23 maggio 2013)

64

PER CHIEDERE IL PANE

Donaci la pace e il grano,

nostra Signora e Bambina,

una patria che unisca casa,

chiesa e scuola,

un pane che sia per tutti

e una fede che arda

attraverso le tue mani giunte,

i tuoi occhi di stella.

Amen.

(12 dicembre 2016)

65

RICHIESTA DI AIUTO A MARIA

NELLE DIFFICOLTÀ DELLA FEDE

Aiuta, o Madre, la nostra fede!

Apri il nostro ascolto alla Parola,

perché riconosciamo la voce di Dio e la sua chiamata.

Sveglia in noi il desiderio di seguire i suoi passi,

uscendo dalla nostra terra

e accogliendo la sua promessa.

Aiutaci a lasciarci toccare dal suo amore,

perché possiamo toccarlo con la fede.

Aiutaci ad affidarci pienamente a Lui,

a credere nel suo amore, soprattutto nei momenti

di tribolazione e di croce,

quando la nostra fede è chiamata a maturare.

Semina nella nostra fede la gioia del Risorto.

Ricordaci che chi crede non è mai solo.

Insegnaci a guardare con gli occhi di Gesù,

affinché Egli sia luce sul nostro cammino.

E che questa luce della fede cresca sempre in noi,

finché arrivi quel giorno senza tramonto,

che è lo stesso Cristo, il Figlio tuo, nostro Signore!

(Lumen Fidei, 60)

66

ALLA REGINA DI FATIMA

PER LA PACE

Il Santo Padre:

Salve Regina,

beata Vergine di Fatima,

Signora dal Cuore Immacolato,

rifugio e via che conduce a Dio!

Pellegrino della Luce che viene a noi dalle tue mani,

rendo grazie a Dio Padre che, in ogni tempo e luogo,

opera nella storia umana;

pellegrino della Pace che, in questo luogo,

Tu annunzi, do lode a Cristo, nostra pace,

e imploro per il mondo la concordia fra tutti i popoli;

pellegrino della Speranza che lo Spirito anima,

vengo come profeta e messaggero

per lavare i piedi a tutti,

alla stessa mensa che ci unisce.

Ritornello cantato dall’assemblea:

Ave o clemens, ave o pia!

Salve Regina Rosarii Fatimæ.

Ave o clemens, ave o pia!

Ave o dulcis Virgo Maria.

Il Santo Padre:

Salve Madre di Misericordia,

67

Signora dalla veste bianca!

In questo luogo, da cui cent’anni or sono

a tutti hai manifestato i disegni

della misericordia di Dio,

guardo la tua veste di luce

e, come vescovo vestito di bianco,

ricordo tutti coloro che,

vestiti di candore battesimale,

vogliono vivere in Dio

e recitano i misteri di Cristo per ottenere la pace.

Ritornello…

Il Santo Padre:

Salve, vita e dolcezza,

salve, speranza nostra,

o Vergine Pellegrina, o Regina Universale!

Nel più intimo del tuo essere,

nel tuo Cuore Immacolato,

guarda le gioie dell’essere umano

in cammino verso la Patria Celeste.

Nel più intimo del tuo essere,

nel tuo Cuore Immacolato,

guarda i dolori della famiglia umana

che geme e piange in questa valle di lacrime.

Nel più intimo del tuo essere,

nel tuo Cuore Immacolato,

68

adornaci col fulgore dei gioielli della tua corona

e rendici pellegrini come Tu fosti pellegrina.

Con il tuo sorriso verginale

rinvigorisci la gioia della Chiesa di Cristo.

Con il tuo sguardo di dolcezza

rafforza la speranza dei figli di Dio.

Con le mani oranti che innalzi al Signore,

unisci tutti in una sola famiglia umana.

Ritornello…

Il Santo Padre:

O clemente, o pia,

o dolce Vergine Maria,

Regina del Rosario di Fatima!

Fa’ che seguiamo l’esempio

dei Beati Francesco e Giacinta,

e di quanti si consacrano all’annuncio del Vangelo.

Percorreremo così ogni rotta,

andremo pellegrini lungo tutte le vie,

abbatteremo tutti i muri

e supereremo ogni frontiera,

uscendo verso tutte le periferie,

manifestando la giustizia e la pace di Dio.

Saremo, nella gioia del Vangelo,

la Chiesa vestita di bianco,

del candore lavato nel sangue dell’Agnello

69

versato anche oggi nelle guerre che distruggono

il mondo in cui viviamo.

E così saremo, come Te, immagine della colonna

luminosa che illumina le vie del mondo,

a tutti manifestando che Dio esiste,

che Dio c’è,

che Dio abita in mezzo al suo popolo,

ieri, oggi e per tutta l’eternità.

Ritornello…

Il Santo Padre insieme ai fedeli:

Salve, Madre del Signore,

Vergine Maria, Regina del Rosario di Fatima!

Benedetta fra tutte le donne,

sei l’immagine della Chiesa vestita di luce pasquale,

sei l’onore del nostro popolo,

sei il trionfo sull’assalto del male.

Profezia dell’Amore misericordioso del Padre,

Maestra dell’Annuncio della Buona Novella del Figlio,

Segno del Fuoco ardente dello Spirito Santo,

insegnaci, in questa valle di gioie e dolori,

le eterne verità che il Padre rivela ai piccoli.

Mostraci la forza del tuo manto protettore.

Nel tuo Cuore Immacolato,

sii il rifugio dei peccatori

e la via che conduce fino a Dio.

70

Unito ai miei fratelli,

nella Fede, nella Speranza e nell’Amore,

a Te mi affido.

Unito ai miei fratelli, mediante Te, a Dio mi consacro,

o Vergine del Rosario di Fatima.

E infine, avvolto nella Luce che ci viene dalle tue mani,

renderò gloria al Signore nei secoli dei secoli.

Amen.

Ritornello…

(preghiera recitata da papa Francesco insieme ai fedeli

nella cappella delle apparizioni di Fatima, il 12 maggio 2017)

71

PREGHIERA

DEGLI EVANGELIZZATORI

Vergine e Madre Maria,

tu che, mossa dallo Spirito,

hai accolto il Verbo della vita

nella profondità della tua umile fede,

totalmente donata all’Eterno,

aiutaci a dire il nostro “sì”

nell’urgenza, più imperiosa che mai,

di far risuonare la Buona Notizia di Gesù.

Tu, ricolma della presenza di Cristo,

hai portato la gioia a Giovanni il Battista,

facendolo esultare nel seno di sua madre.

Tu, trasalendo di giubilo,

hai cantato le meraviglie del Signore.

Tu, che rimanesti ferma davanti alla Croce

con una fede incrollabile,

e ricevesti la gioiosa consolazione della risurrezione,

hai radunato i discepoli nell’attesa dello Spirito

perché nascesse la Chiesa evangelizzatrice.

Ottienici ora un nuovo ardore di risorti

per portare a tutti il Vangelo della vita

che vince la morte.

72

Dacci la santa audacia di cercare nuove strade

perché giunga a tutti

il dono della bellezza che non si spegne.

Tu, Vergine dell’ascolto e della contemplazione,

madre dell’amore, sposa delle nozze eterne,

intercedi per la Chiesa,

della quale sei l’icona purissima,

perché mai si rinchiuda e mai si fermi

nella sua passione per instaurare il Regno.

Stella della nuova evangelizzazione,

aiutaci a risplendere nella testimonianza

della comunione,

del servizio, della fede ardente e generosa,

della giustizia e dell’amore verso i poveri,

perché la gioia del Vangelo

giunga sino ai confini della terra

e nessuna periferia sia priva della sua luce.

Madre del Vangelo vivente,

sorgente di gioia per i piccoli,

prega per noi.

Amen. Alleluia.

(24 novembre 2013)

73

PER CHIEDERE LA SANTITÀ

E LA CARITÀ

Vergine Santa e Immacolata,

a Te, che sei l’onore del nostro popolo

e la custode premurosa della nostra città,

ci rivolgiamo con confidenza e amore.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!

Il peccato non è in Te.

Suscita in tutti noi un rinnovato desiderio di santità:

nella nostra parola rifulga lo splendore della verità,

nelle nostre opere risuoni il canto della carità,

nel nostro corpo e nel nostro cuore

abitino purezza e castità, nella nostra vita

si renda presente tutta la bellezza del Vangelo.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!

La Parola di Dio in Te si è fatta carne.

Aiutaci a rimanere in ascolto attento

della voce del Signore:

il grido dei poveri non ci lasci mai indifferenti,

la sofferenza dei malati e di chi è nel bisogno

non ci trovi distratti,

74

la solitudine degli anziani e la fragilità

dei bambini ci commuovano,

ogni vita umana sia da tutti noi sempre

amata e venerata.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!

In Te è la gioia piena della vita beata con Dio.

Fa’ che non smarriamo il significato

del nostro cammino terreno:

la luce gentile della fede illumini i nostri giorni,

la forza consolante della speranza orienti i nostri passi,

il calore contagioso dell’amore animi il nostro cuore,

gli occhi di noi tutti rimangano ben fissi là, in Dio,

dove è la vera gioia.

Tu sei la Tutta Bella, o Maria!

Ascolta la nostra preghiera, esaudisci la nostra supplica:

sia in noi la bellezza dell’amore misericordioso

di Dio in Gesù,

sia questa divina bellezza a salvare noi,

la nostra città, il mondo intero.

Amen.

(8 dicembre 2013)

75

ATTO DI AFFIDAMENTO

ALLA VERGINE DI FATIMA

Beata Maria Vergine di Fatima,

con rinnovata gratitudine per

la tua presenza materna

uniamo la nostra voce a quella di tutte le generazioni

che ti dicono beata.

Celebriamo in te le grandi opere di Dio,

che mai si stanca di chinarsi

con misericordia sull’umanità,

afflitta dal male e ferita dal peccato,

per guarirla e per salvarla.

Accogli con benevolenza di Madre

l’atto di affidamento che oggi facciamo con fiducia,

dinanzi a questa tua immagine a noi tanto cara.

Siamo certi che ognuno di noi è prezioso ai tuoi occhi

e che nulla ti è estraneo di tutto ciò

che abita nei nostri cuori.

Ci lasciamo raggiungere dal tuo dolcissimo sguardo

e riceviamo la consolante carezza del tuo sorriso.

Custodisci la nostra vita fra le tue braccia:

benedici e rafforza ogni desiderio di bene;

ravviva e alimenta la fede;

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sostieni e illumina la speranza;

suscita e anima la carità;

guida tutti noi nel cammino della santità.

Insegnaci il tuo stesso amore di predilezione

per i piccoli e i poveri,

per gli esclusi e i sofferenti,

per i peccatori e gli smarriti di cuore:

raduna tutti sotto la tua protezione

e tutti consegna al tuo diletto Figlio,

il Signore nostro Gesù.

Amen.

(13 ottobre 2013)

77

PER LA RICONCILIAZIONE UNIVERSALE

Vergine Maria,

in questo giorno di festa per la tua

Immacolata Concezione,

vengo a presentarti l’omaggio di fede e d’amore

del popolo santo di Dio

che vive in questa Città e Diocesi.

Vengo a nome delle famiglie,

con le loro gioie e fatiche;

dei bambini e dei giovani, aperti alla vita;

degli anziani, carichi di anni e di esperienza;

in modo particolare vengo a te

da parte degli ammalati, dei carcerati,

di chi sente più duro il cammino.

Come Pastore vengo anche a nome di quanti

sono arrivati da terre lontane

in cerca di pace e di lavoro.

Sotto il tuo manto c’è posto per tutti,

perché tu sei la Madre della Misericordia.

Il tuo cuore è pieno di tenerezza verso tutti i tuoi figli:

la tenerezza di Dio, che da te ha preso carne

ed è diventato nostro fratello, Gesù,

Salvatore di ogni uomo e di ogni donna.

Guardando te, Madre nostra Immacolata,

riconosciamo la vittoria della divina Misericordia

sul peccato e su tutte le sue conseguenze;

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e si riaccende in noi la speranza in un vita migliore,

libera da schiavitù, rancori e paure.

Oggi, qui, nel cuore di Roma,

sentiamo la tua voce di madre

che chiama tutti a mettersi in cammino

verso […] Cristo.

Tu dici a tutti: “Venite, avvicinatevi fiduciosi;

entrate e ricevete il dono della Misericordia;

non abbiate paura, non abbiate vergogna:

il Padre vi aspetta a braccia aperte

per darvi il suo perdono e accogliervi nella sua casa.

Venite tutti alla sorgente della pace e della gioia”.

Ti ringraziamo, Madre Immacolata,

perché in questo cammino di riconciliazione

tu non ci fai andare da soli, ma ci accompagni,

ci stai vicino e ci sostieni in ogni difficoltà.

Che tu sia benedetta, ora e sempre, Madre.

(8 dicembre 2015)

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