Usciamo dalla paura

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INTERVENTO DEL PROF. TARRO A “PORTA A PORTA”, di Francesco Amato

Qualche sera fa ,da Vespa, l’Italia ha ascoltato un’autorevole voce fuori dal coro esprimersi sul coronavirus, l’emerito scienziato Giulio Tarro in collegamento da Napoli.

Purtroppo l’audio era stentoreo ma in poche parole, molto umili tra l’altro, e non boriose come siamo abituati ad ascoltare ultimamente, ha sottolineato i seguenti punti:

  • che a suo parere, e aggiungerei per sua esperienza immensa, non è necessario un vaccino bensì cure antivirali o simili già sperimentate in altri paesi da usare più che altro nelle prime fasi della malattia, senza che si arrivi in terapia intensiva (da qui l’esigenza di intervenire subito sull’identificazione della malattia stessa e nn quando la situazione è precipitata, come da esperienza italiana)
  • che probabilmente nel giro di una settantina di gg il virus potrebbe effettivamente scomparire spontaneamente (parere già paventato da Israele)
  • che non la si puó considerare una pandemia e che nn c’è paragone per esempio con la Spagnola, la quale attaccava per intero l’organismo e mieteva vittime più tra i giovani debilitati e denutriti del dopoguerra
  • che gli anziani vanno protetti perchè soggetti più fragili e portatori di altre patologie in genere, ma che il virus andrebbe fatto circolare liberamente invece nel resto della popolazione.

Questi sono i punti che hanno colpito principalmente.

E poi per finire Tarro, e questo discorso ci sta nn poco a cuore, ha evidenziato quanto dannosa possa essere stata la decisione di tenere chiuse in casa le persone, nonché bambini e giovani, lontane dal beneficio immenso apportato dall’aria aperta, il sole, la luce e il movimento! Ha detto inoltre di andare al mare appena si può perché l’aria del mare uccide la grande maggioranza dei virus…. Ed è gratis!

Il professor Giulio Tarro è unanimemente riconosciuto tra i più importanti virologi al mondo.

Allievo di Albert Sabin, scopritore del vaccino contro la poliomielite, Tarro è stato per due volte candidato al Nobel per la medicina, l’ultima nel 2015.

Fu lui a isolare il vibrione del colera quando scoppiò l’epidemia a Napoli, e sempre lui fu a sconfiggere quarant’anni or sono il cosiddetto “male oscuro di Napoli”, il virus respiratorio sinciziale che provocava un’elevata mortalità nei bambini di età compresa tra zero e due anni affetti da bronchiolite.

Nel 2018 è stato premiato in America come “miglior virologo dell’anno”.

Il tutto ovviamente in onda verso l’una di notte, mentre la maggior parte del gregge è tra le braccia di Morfeo.

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